Dopo la delibera della Giunta Regionale che riconosce Tramonti di Sotto Comune turistico anche il Consiglio comunale di Claut chiede alla Regione che il comune venga inserito fra quelli turistici. Tutti i Comuni della Valcellina erano, da sempre riconosciuti quali Comuni turistici (con le agevolazioni e i contributi conseguenti); una recente norma regionale ha però ridotto di molto il numero di quelli riconosciuti (quasi tutti località balneari). Il sindaco Franco Bosio ha spiegato il perché della decisione: «Esiste una legge regionale del 2005 che individua le realtà ad alto tasso di turismo. Claut registra un viavai di escursionisti durante tutto l’anno. Non ci sono aree di maggiore o minore interesse. L’impiantistica sportiva consente, inoltre, di praticare varie discipline in ogni stagione. Abbiamo quindi le caratteristiche per entrare nell’albo delle località a rilevante attività ricettiva del Friuli Venezia Giulia». La richiesta era già stata avanzata mesi fa, ma Trieste ha voluto maggiori dettagli. Ora, la nuova votazione dell’assemblea civica. Nell’elencazione, il consiglio clautano spazia dalla cultura all’attività sportiva, passando per le tradizioni e la buona tavola. «Claut è parte integrante del Parco naturale delle Dolomiti friulane, del sito Unesco, della direttiva europea sull’habitat e di quella per la protezione degli uccelli», ha concluso il sindaco, sperando che la Regione acceleri l’iter. In futuro, il riconoscimento di questo particolare status dovrebbe permettere alla località valcellinese di accedere a speciali contributi. Sinora, sono entrati di diritto in graduatoria soltanto Lignano Sabbiadoro e Grado.(fonte Messaggero Veneto)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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