Si valuta l’impattodel nuovo scaricodel lago di Barcis

È stato avviato l’iter per la valutazione di impatto ambientale del nuovo scarico del lago di Barcis: si tratta di una presa di superficie per consentire all’impianto di reggere alla “piena millenaria”. Con questo termine si intende una potenziale ondata del Cellina pari a tremila metri cubi di acqua al secondo: la statistica la ritiene probabile di qui ai prossimi anni. Le società di gestione Edison e Cellina energy hanno già presentato al ministero della Transizione ecologica un primo studio di fattibilità. Da Roma sono state avanzate osservazioni, recepite nel progetto ora ridepositato per le eventuali obiezioni. Sarà proprio il Mite a doversi pronunciare sul nulla osta che precederà il cantiere. Per l’occasione gli uffici competenti effettueranno anche la valutazione di incidenza sui siti protetti (l’area di Barcis risulta tutelata dalle disposizioni comunitarie di Rete Natura 2000).Gli elaborati tecnici sottoposti a Via prevedono la costruzione di un nuovo scolmatore in cui convogliare le acque del bacino. Il manufatto di imbocco sarà in calcestruzzo armato: da qui la massa idrica in eccesso sarà dirottata in una galleria chiamata “di dissipazione”. L’acqua sarà infatti restituita al Cellina mezzo chilometro più a valle, in direzione dell’omonima forra. Il progetto è stato sviluppato sulla base di una serie di considerazioni del Registro delle dighe, che ha compiti di vigilanza nel settore degli sbarramenti idroelettrici. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, le ruspe potrebbero mettersi in moto nella prossima primavera-estate. I termini per le osservazioni scadono a inizio novembre, poi serviranno mesi per le autorizzazioni e la gara di appalto. A quel punto bisognerà coordinare gli interessi in gioco, con l’impresa che dovrà operare a invaso vuoto.Già nel 2021 la realizzazione della strada di bypass del paese ha creato malumori in quanto il Consorzio di bonifica Cellina Meduna rischiava di rimanere senza riserve irrigue e il Comune lamentava danni al comparto turistico. È da quasi vent’anni che si discute dello sfiatatoio supplementare di Barcis tanto che un primo dossier è stato consegnato all’allora ministero dell’Ambiente nel 2007

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Al poeta calabrese Alfredo Panettail Premio Malattia della Vallata a Barcis

Alfredo Panetta, calabrese trapiantato a Settimo Milanese, con la poesia “Cori ‘i cimentu/cuore di calcestruzzo”, versi dedicati all’imprenditore edile che nel 1990 fu assassinato dalla ‘ndrangheta per aver osato denunciare chi gli aveva chiesto ripetutamente il pizzo, è salito sul podio del vincitore della 34. edizione del Premio Malattia della Vallata, il concorso letterario nazionale aperto alle poesie nei dialetti e nelle lingue minoritarie. Ieri mattina, in una Barcis sfolgorante di sole e di blu, il cortile di palazzo Centi, con impagabile vista lago, ha accolto la tradizionale cerimonia di premiazione e i dieci finalisti, atto finale di un iter cominciato con oltre 500 componimenti arrivati alla giuria da 155 poeti di 17 regioni italiane, quest’anno con il Friuli Venezia Giulia in testa (38 i concorrenti). E sono infatti friulane le poetesse che si sono aggiudicate il secondo e terzo posto: Serena Fogolini, di Lauco, con “Spleen da la Cjargne/Spleen della Carnia”, poesia che, come ha sottolineato il portavoce della giuria, Giacomo Vit, ben testimonia l’interessante fenomeno che si sta verificando sul piano linguistico: la contaminazione del dialetto con altre lingue e altri mondi culturali attraverso l’uso di citazioni e termini stranieri (già il titolo “Spleen da la Cjargne” rimanda agli Spleen di Baudelaire) e terza è invece Cristina Micelli, di Basiliano, che nella sua “Lis bicicletis a sotet tal fis dai noglârs/Le biciclette al riparo nel fitto dei noccioli”, si ispira alle lotte popolari e non violente del Cormor del 1950, ma che in un altro componimento ha utilizzato vocaboli stranieri in un tessuto armonico friulano.

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La Regione salva le scuole di montagnae sana le carenze di docenti e tecnici

La maggiore attenzione è stata riservata alle scuole di montagna alle quali la Regione ha destinato 400 mila euro per consentire l’attivazione delle pluriclassi necessarie, in molti casi, ad evitare la chiusura degli edifici scolastici. Con i fondi regionali, infatti, i dirigenti potranno pagare insegnanti e collaboratori scolastici e fronteggiare così le conseguenze di uno spopolamento otto volte maggiore rispetto a quello registrato nelle altre zone del Friuli Venezia Giulia. I 400 mila euro sono solo una parte dei 3 milioni di euro assegnati anche quest’anno all’istruzione dalla giunta Fedriga.amministrativi e bidelliL’esecutivo ha approvato il nuovo protocollo d’intesa tra la Regione e l’Ufficio scolastico regionale (Usr). Il documento condiviso dall’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, e dalla direttrice dell’Usr, Daniela Beltrame, sana carenze storiche di personale come quelle dei collaboratori scolastici e degli amministrati (personale Ata) e degli insegnanti di sostegno presenti non solo in montagna. La Regione ha destinato 1,4 milioni di euro, 100 mila in più dello scorso anno, per sostenere il costo orario di diverse figure in ogni scuola compresi i 17 istituti scolastici situati in zona montana.Insegnanti di sostegno Lo stesso protocollo d’intesa destina 250 mila euro per aumentare il numero delle ore di attività degli insegnanti di sostegno e altri 105 mila euro per potenziare i servizi didattici negli ospedali. In questo modo il servzio viene garantito anche ai più deboli. fmv

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APPROVAZIONE SCHEMA DI CONVENZIONE COSTITUTIVA DEL NUOVO SISTEMA BIBLIOTECARIO DENOMINATO “SISTEMA BIBLIOTECARIO VALLI E DOLOMITI FRIULANE” 

Approvata dal Consiglio comunale la convenzione tipo per la costituzione di un Sistema formatodalle biblioteche gestite da una COMUNITA’ DI MONTAGNA e da singole biblioteche situate nel territorio di altre COMUNITA’ DI MONTAGNA – Approvato anche lo schema di regolamento per il funzionamento del Sistema Bibliotecario “SISTEMA BIBLIOTECARIO VALLI E DOLOMITI FRIULANE” di autorizzare il Sindaco a sottoscrivere il recesso dal
sistema bibliotecario denominato “delle Valli e delle Dolomiti Friulane” e autorizzato il Sindaco a sottoscrivere la convenzione del Sistema bibliotecario “SISTEMA
BIBLIOTECARIO VALLI E DOLOMITI FRIULANE” a seguito dell’approvazione da parte della Giunta Regionale del progetto e dell’allegato schema di convenzione

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Del Zotto racconta: «Ecco come sessant’anni fa nacque la scuola d’alpinismo»

Dall’influenza milanese germogliò l’approdo in provincia. Scelto come base il Rifugio Pordenone in Val Montanaia

Com’è nata la nostra scuola? Devo ricorrere a qualche nota personale. Anni ’50. Concluso il liceo, i giovani studenti di Pordenone e della regione guardavano all’Università di Padova, non c’erano alternative. Io, per circostanze casuali, come talvolta capita, approdai all’Università Cattolica di Milano. Un mondo nuovo, tutto da scoprire. Mi ero avvicinato alla montagna per passione di famiglia, come spesso accade, la prima conoscenza con il Monte Cavallo, la Valcellina, Cimolais, il Rifugio Pordenone, i Monfalconi, il Campanile di Val Montanaia con la sua storia, già celebre in tutto il mondo alpinisitico.

Giungo a Milano e mi addentro alla scoperta della città e delle sue straordinarie risorse. Prima gli studi universitari ma, subito, anche la montagna. Mi rivolgo al Cai Milano e mi iscrivo a un corso di roccia. Le lezioni teoriche in sede, la lettura dei primi manuali del Cai – anzi, delle prime dispense – le esercitazioni e le prime arrampicate in Grigna, la montagna degli alpinisti milanesi, sopra il lago di Como a pochi chilometri dalla città.

Programmi e formazione

Siamo negli anni ’50–60. Si provvede alla stesura dei programmi e alla formazione degli istruttori nazionali. Perché non realizzare una scuola di alpinismo anche a Pordenone? Nel Cai centrale era preposto all’organizzazione di quelle prime scuole di alpinismo Fabio Masciadri, un alpinista di vasta esperienza, accademico, avvocato – il che agevolerà i rapporti personali e il dialogo. Nasce un’amicizia spontanea e partecipata. Gli sottopongo il progetto e lo approva con entusiasmo. Sarà la prima scuola di alpinismo, o fra le prime, del Friuli. A Pordenone incontro il consiglio direttivo del Cai e illustro l’iniziativa. Qualche perplessità, ma prevalgono fiducia ed entusiasmo. Il presidente di allora Gino Marchi e in consiglieri più autorevoli, Lando Bellavitis e Tullio Trevisan, dichiarano: “Facciamolo!”.

Rifugio Pordenone

Viene scelto come base il Rifugio Pordenone, in Val Montanaia, con una permanenza stabile di una settimana. Il programma di un corso roccia richiede la collaborazione e la presenza di alcuni Istruttori, per le esercitazioni in parete e per le lezioni teoriche. Anche in questo sono fortunato, ricorrendo alle amicizie di Milano. Due cari amici friulani sono giunti a Milano, Pietro Enrico di Prampero, docente universitario di Scienze Motorie, e la sua gentile consorte Marisanta, appassionati alpinisti.

Anche i numeri danno un senso. Oltre duemila allievi hanno frequentato i corsi di alpinismo, di roccia, di ghiaccio, di scialpinismo organizzati dalla nostra scuola. Un organico di quaranta istruttori, di cui dieci con la qualifica di istruttore nazionale, ne testimonia il livello qualitativo della crescita e l’affidabilità.

L’avvicendamento generazionale ha accompagnato l’evoluzione alpinistica: nuovi modi di pensare e di vivere il mondo della montagna, nuove tecniche.

Ci è sempre cara la denominazione “Val Montanaia”, le montagne della storia alpinistica pordenonese. Montagne fortunate, ancora protette dalle moltitudini e dal frastuono. Con quel Campanile, snello e fiero, meta e simbolo.

Montagne che ci hanno insegnato a cercare sempre, a non accontentarsi mai, a guardare avanti, perché c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. fmv

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Un succeso la mostra “riti di passaggio organizzata dall’Associazione Intorn al Larin”

La mostra “Riti di passggio” organizzata dall’Associazione Intorn al Larin durante i festeggiamenti ferragostani è stat visitata sia dai paesani che da molti turisti . Di seguito alcune foto delle comunioni e cresime

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È uscito l’album dei PURE FORME

Hanno pubblicato il loro primo album i pure forme (già noti in passato come “The Book”) , band che ha il suo quartier generale a Cimolais e in cui militano membri cimoliani. 

Propongono un rock alternativo cantato in italiano, dalle atmosfere malinconiche e con testi volutamente spostati su un piano metaforico, per dare il più possibile libera interpretazione all’ascoltatore, cosa che si riflette anche sulla scelta di usare una sola parola per i titoli delle dieci canzoni che compongono il disco. 

Nei testi non mancano i riferimenti all’ambiente ed al rapporto con il territorio, oltre alle eterne tematiche riguardanti i sentimenti e le emozioni umane, mentre le musiche si articolano fra l’energia di ritmi incalzanti con robusti riff di chitarra e la leggerezza dei paesaggi sonori creati da cori, tastiere e pianoforte (un antico pianoforte acustico a parete datato 1902, registrato in una casa di Cimolais). Nella canzone “Deriva” è presente anche la collaborazione dell’attore Marcello Martini (anch’egli di Cimolais)

Il disco è stato completamente autoprodotto e autopubblicato dal gruppo, ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali. 

BRAVI RAGAZZI ! un gran IN BOCCA AL LUPO !

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Le corde si bloccano: tre alpinisti salvati dall’elicottero sul Campanile di Val Montanaia

La stazione Valcellina del Soccorso alpino e speleologico è stata mobilitata, nel pomeriggio di domenica 11 settembre, in Val Cimoliana, per fornire eventuale supporto alle.operazioni di recupero in quota di una cordata di alpinisti sul Campanile di Val Montanaia.

La chiamata è arrivata intorno alle 16.30 dalla Sores alla centrale operativa tramite i gestori del Rifugio Pordenone che hanno chiamato il Nue112 per un problema lungo la via normale al campanile.

Pare che gli alpinisti abbiano chiamato aiuto a voce – nell’area il cellulare non funziona – e che un escursionista lo abbia raccolto scendendo di corsa al rifugio per avvisare. fmbìv

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Una montagna di gusti 2022

Domenica 18 settembre fiera dei prodotti tipici della montanga

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Andrea Spinelli presso il Chiosco Montiselle Domenica 11 alle ore 11.00

Domenica presso il Chiosco Montiselle , Andrea Spinelli “Se cammino, vivo” !

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BANDO DI CONCORSO PUBBLICO PER SOLI ESAMI PER LA COPERTURA DI N. 2 POSTI DI CATEGORIA “B”, CON PROFILO DI “OPERAIO-AUTISTA SPECIALIZZATO IN MANUTENZIONE DEL VERDE, STABILI ECC.”

BANDO DI CONCORSO PUBBLICO PER SOLI ESAMI PER LA COPERTURA DI N. 2 POSTI DI CATEGORIA “B”, CON PROFILO DI “OPERAIO-AUTISTA SPECIALIZZATO IN MANUTENZIONE DEL VERDE, STABILI ECC.” A TEMPO PIENO ED INDETERMINATO, PRESSO I COMUNI DI AVIANO E FRISANCO NONCHE’ PER LA FORMAZIONE DI UNA GRADUATORIA PER ASSUNZIONI A TEMPO DETERMINATO PER ESIGENZE OCCUPAZIONALI TEMPORANEE NEI DODICI COMUNI ASSOCIATI ALLAMAGNIFICA COMUNITA’ DI MONTAGNA DOLOMITI FRIULANE, CAVALLO E CANSIGLIO

I sotto-elencati n° 12 Comuni associati potranno attingere alla graduatoria
finale degli idonei per assunzioni a tempo determinato a tempo pieno o
parziale, per tutta la durata di validità, nel rispetto e con i vincoli delle disposizioni
normative di tempo in tempo vigenti, garantendo il rispetto dell’ordine di graduatoria:
 Comune di Andreis
 Comune di Aviano
 Comune di Barcis
 Comune di Budoia
 Comune di Caneva
 Comune di Claut
 Comune di Cimolais
 Comune di Erto e Casso
 Comune di Frisanco
 Comune di Polcenigo
 Comune di Tramonti di Sopra
 Comune di Tramonti di Sotto.

La domanda di ammissione alla selezione dovrà pervenire, pena esclusione della stessa,
entro e non oltre le ore 23:59 del 10 ottobre 2022.

tutte le info sul sito Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio – Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio (comunitafvg.it)

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Presentato ad Andreis il libro “La mia aquila” di Mauro Caldana

“La mia aquila. La regina alpina nelle esperienze di un appassionato naturalista”
è il titolo del nuovo libro di Mauro Caldana, presentato in anteprima nelle scorse settimane nel Centro visite di Andreis. “Quando ero poco più che adolescente e ambivo a tante cime alpine, occasionalmente chiacchieravo con altri escursionisti di uno o dell’altro animale selvatico e alla voce “aquila reale” corrispondeva, perlopiù, una sola esclamazione: estinta! – ha raccontato l’autore -. Invece, l’incontro con due pennuti maestosi, avvenuto nell’imminenza
della cima del Monte Castello di Andreis – era il mese di ottobre del 1986 – mi suggerì che le
cose non stavano così. Germogliò in me una passione latente, che mi portò a svestirmi degli abiti sgargianti del provetto rocciato e per indossarne di mimetici, trasformandomi in un escursionista naturalista. Non affr ntai più le montagne per l’orgoglio delle cime, ma per il piacere di conoscerne gli innumerevoli e affascinanti contenuti.” A proposito di Andreis da quest’anno torna la tradizione della Festa della Chiave che si svolgerà il 27 agosto e che celebra un personaggio che ha dato lustro al paese

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