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Notte in Bregolina Grande

Camminata sui sentieri della ROncada e della Bregolina Grande

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Curaticon stile – Cima Postegae

Indicazioni verso Cima Postegae del Sott. Ciro Francescutto

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Cimolais ieri ed oggi

Incrocio fra Via Roma e Via Vittorio Emanuele ieri ed oggi

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Belluno, la rinascita delle valli devastate da Vaia: “Noi montanari ci rimbocchiamo le maniche”

Dopo giorni di piogge intense, la tempesta Vaia ha avuto il suo massimo impatto sul Triveneto il 29 ottobre del 2018. I venti fino a 200 km/h e le precipitazioni record hanno causato la caduta di oltre 10 milioni di alberi e danni per quasi 3 miliardi di euro. Il Veneto, regione più colpita insieme a Friuli Venezia Giulia e Trentino, ha avuto “l’epicentro” della tempesta nella provincia di Belluno, sulle montagne dell’agordino. A un anno di distanza siamo tornati negli stessi luoghi per raccontare la rinascita di queste valli ferite, dalle piccole storie quotidiane di sfollati e albergatori in cerca di una riscossa, ai grandi temi del dissesto idrogeologico. Il destino dei boschi spazzati via dal vento, intanto, rimane ancora sospes. Togliere gli alberi abbattuti provocherebbe un rischio di valanghe e caduta sassi. “Quegli alberi caduti sono un paravalanghe naturale, quindi intoccabili, e la priorità è ancora mettere in sicurezza fiumi e torrenti”, come ricorda Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore, comune “epicentro” della tempesta Vaia. maggiori info su Corriere delle ALpi

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A ViandaNDO la promozione della nostra Valle

Documentario di VIANDANDO a Cimolais

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Più lunghi i tempi per lo sghiaiamento

In merito alle tempistiche, Conficoni ha rilevato che «i lavori di sistemazione della viabilità sulla destra del lago di Barcis sono slittati e per vedere avviata l’attività di sghiaiamento dell’invaso, se tutto andrà per il meglio, dovremo aspettare la fine del prossimo anno». Per quanto riguarda lo sghiaiamento del lago post-emergenza Vaia, in consigliere Pd ha osservato che non si deve sottovalutare «l’allarme che il sindaco di Barcis ha lanciato nella lettera inviata al presidente Fedriga e allo stesso Riccardi: se si dovesse verificare un evento anche minore rispetto alla tempesta Vaia, si creerebbero danni irreparabili a strutture private e si metterebbe a rischio l’incolumità degli abitanti. Non c’è dunque tempo da perdere». —F.M.V.

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Danneggiata dalle recenti precipitazioni la Strada della Val Cimoliana

La strada della Val Cimoliana, risistemata a seguito della temestra Vaia, è stata nuovamente danneggiata dalle recenti precipitazioni in diversi punti della carreggiata

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Presidiata dalla Protezione civile la strada della Val Cellina

Presidiata dalla protezione civile la Strada della Valcellina in località Varma. L’acqua infatti è tornata sulla sede stradale. Per il momento la strada non è chiusa ma potrebbe esserlo a breve se la pioggia non dovesse cessare

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Nuovi impegni di POste Italiane per i piccoli Comuni

A  Roma, presso il Centro Congressi “La Nuvola”, l’amministrazione comunale di cimolais è stata presente, in occasione della seconda edizione dell’evento Sindaci d’Italia:
L’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante ha illustrato la realizzazione delle iniziative 2018 e ha presentato i nuovi impegni per i piccoli Comuni.
Il nuovo piano comprende tra l’altro: installazione di nuovi postamat, nessuna chiusura di uffici postali nei piccoli comuni, l’avvio di programmi di educazione finanziaria e digitale; POS gratuiti ai Comuni per i servizi di pagamento digitale; l’uso di mezzi “green” per il recapito della posta; l’installazione di locker nei Comuni privi di ufficio postale, per semplificare le operazioni di consegna dei pacchi e il pagamento dei bollettini; l’installazione di cassette postali smart a tecnologia digitale; l’attivazione di servizi di informazione per i cittadini; la realizzazione di nuovi eventi filatelici per meglio valorizzare le tradizioni e le realtà del territorio.
All’incontro con la comunità dei sindaci dei Piccoli Comuni hanno partecipato, oltre ai vertici delle Poste, il Presidente del Consiglio dei Ministri e alcune tra le più importanti cariche del Paese.
#postesindaciditalia

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Definite dalla Regione le criticità del torrente Cellina

Fra le criticità del lago di Barcis rientra quella dello sghiaiamento del Cellina dalla confluenza con il torrente Pentina sino alla congiunzione con il Varma: i lavori sono stati affidati alla Direzione ambiente e hanno avuto inizio il 15 novembre. «Questo primo intervento urgente – ha confermato Riccardi – prevede la rimozione di 160 mila metri cubi di materiali, dei quali soltanto una parte sarà fatta transitare attraverso il centro abitato di Barcis». Nella previsione complessiva per lo sghiaiamento della vallata dovranno essere prelevati circa 500 mila metri cubi, per i quali si prevede un trasporto a monte. Sempre in tema di sghiaiamenti, il vicepresidente ha annunciato che le operazioni interesseranno anche il lago di Barcis, che le opere saranno finanziate con circa 800 mila euro di fondi della Direzione ambiente e che l’avvio dei lavori è fissato per il 31 dicembre 2020. Per quanto riguarda la rimozione del materiale portato nel lago dal maltempo, i lavori hanno preso avvio il 16 settembre per un importo di oltre 370 mila euro. Alla stessa data sono stati avviati anche i lavori, per 400 mila euro, relativi al ripristino della viabilità pedonale lungo lago.F MV

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Basta devastazione Serve un progetto per il torrente Cellina»

Le uniche vere urgenze consistono nel realizzare delle opere di regimazione idraulica lungo il corso del Cellina, nel programmare in maniera intelligente la progressiva rinaturalizzazione del lago, accompagnandola da un progetto per uno sviluppo generale, permanente e sostenibile della valle e nel definire una gestione della diga di Ravedis che permetta il ripristino del naturale deflusso delle ghiaie e delle acque lungo tutto l’asse del torrente. Basta devastare il territorio con speculazioni e spreco di denaro pubblico». A dirlo, in una nota, è l’assemblea per la difesa del Cellina. «Sono ormai decenni che la questione del dissesto idrogeologico del torrente Cellina è alla ribalta delle cronache eppure, al di là di false promesse – si legge –, interventi d’emergenza pagati profumatamente dalla protezione civile, opere inutili come il ponte sul Varma, non esiste un progetto complessivo che riguardi tutto l’asse del torrente e la gestione sostenibile delle sue acque. f MV

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Bonifiche d’urgenza sul torrente Cellina. Per l’avvio dei lavori bisogna aspettare il 2021

Per il momento sono state avviate solo le bonifiche d’urgenza del Pentina. Per il Cellina bisognerà attendere il 2021, salvo i prelievi eccezionali di inerti che permettono il normale deflusso della corrente. Serviranno infatti almeno altri due anni prima di completare le opere propedeutiche all’asportazione dei sassi, compresa la costruzione di un nuovo ponte di bypass della diga. Il maltempo degli ultimi giorni non ha causato particolari disagi neppure nei limitrofi territori di Claut, Cimolais e Erto e Casso, martoriati un anno fa dalla tempesta di Ognissanti. Anche il Cimoliana rientra nelle particolari procedure di monitoraggio in occasione di bollettini meteo avversi. «Troppa ghiaia ma anche troppe frane lungo le sponde», ha sintetizzato il primo cittadino di Cimolais Davide Protti. I cantieri di ripristino del post Vaia sono in parte decollati. Ma ci vorrà tempo prima di sanificare tutte le rive collassate sotto la furia della pioggia del 28 ottobre 2018. A Claut si teme piuttosto per lo stato di degrado in cui stanno marcendo almeno 70 mila metri cubi di legname. «Si tratta degli alberi caduti un anno fa e non ancora recuperati», ha spiegato il sindaco Franco Bosio, che sollecita un’accelerazione nei tempi di asporto del materiale. Il rischio è che gli acquazzoni autunnali facciano dilagare i parassiti e che questi si diffondano anche tra le piante sane rimaste ancora in piedi. –

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