Appello della deputata Vania Gava al Ministero dello sviluppo economico per il serbatoio gas di San Floriano

Al ministero dello Sviluppo economico e a quello dell’Economia, azionisti di maggioranza di Eni, si è invece appellato il deputato Vannia Gava. L’onorevole ritiene inaccettabile l’ipotesi di una fornitura a domicilio visto che la vallata è abitata da molti anziani. La tubazione venne divelta dalla tempesta Vaia la notte del 29 ottobre 2018. Per due settimane la popolazione della zona rimase senza gas e solo la discesa in campo dell’Arera, l’authority del settore, portò ad uno sblocco dell’impasse. Per i successivi due mesi a ciascuna utenza fu consegnata una bombola familiare ma i disagi si rivelarono fin da subito notevoli. F. MV

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Piscina fisioterapica, c’è l’accreditamento regionale

A quasi due anni dall’apertura della piscina fisioterapica di Maniago, è arrivato l’accreditamento regionale. Un risultato importante, considerato che sinora la struttura era accessibile solamente a chi poteva permetterselo. Gli accessi comunque non erano pochi: 6 mila l’anno. «Una notizia attesa da tempo: la piscina ha ottenuto l’accreditamento per la branca specialistica di medicina fisica e riabilitazione – commenta l’assessore alle politiche sociali Andrea Gaspardo –. Una trafila iniziatasi quando l’ex assessore regionale Vladimir Kosic, assieme alla giunta, decise di dar vita a un polo riabilitativo in acqua a Maniago. Da allora, un susseguirsi di lavori, verifiche, adeguamenti, collaudi. Un iter complesso e non privo di fatiche e intoppi, che oggi ha portato a questo importante risultato. La nostra città e i centri limitrofi potranno godere di un servizio di riabilitazione fisica in acqua, che si aggiunge al già importante polo di fisioterapia dell’ospedale maniaghese. Un risultato che l’amministrazione Carli ha voluto sin dal suo arrivo, per rendere pienamente operativa quella struttura di eccellenza che tanti ci invidiano». (f MV)

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Lo sciacallo dorato di notte resta in silenzio per non diventare facile preda del lupo

Da tempo Luca Lapini, appassionato zoologo del Museo friulano di storia naturale di Udine, sta monitorando un gruppo di sciacalli dorati, da diversi anni diventato stanziale fra il greto dl Cellina e la campagna maniaghese, fino alla discarica Cossana. «In tutta la regione, nell’anno in corso – afferma Luca Lapini – sono stati investiti e uccisi 12 sciacalli dorati, alcuni incidenti automobilistici hanno interessato anche il gruppo di sciacalli che vive fra Montereale e Maniago. Nella zona è stata individuata da anni la presenza del lupo, cosa che ha spinto lo sciacallo dorato ad adottare vari accorgimenti per la propria sopravvivenza. In primo luogo, per non farsi individuare, ha smesso di emettere ululati notturni. Fenomeno – osserva Lapini – che, inevitabilmente, finisce per limitare anche i nostri rilievi. Infatti non sappiamo, con certezza, il numero esatto di esemplari che costituiscono quel gruppo di sciacalli dorati». Lo sciacallo è un canide euroasiatico che può pesare fino a 15 chili. La specie è giunta in Italia nel 1984, in seguito a una sua graduale espansione verso Nord, consentita dalla progressiva decimazione del lupo balcanico. «Proprio la riduzione della presenza del lupo in larga parte dell’Europa – osserva Lapini – ha causato un’espansione progressiva dello sciacallo dorato che, per quanto possibile, cerca di mimetizzarsi nella natura, fuggendo dall’uomo come dal suo tradizionale avversario e concorrente: il lupo. In caso di forzata coabitazione con quest’ultimo, lo sciacallo dorato lascia le zone forestali, cercando di ripararsi in aree umide come quella del Cellina, senza disdegnare anche le campagne coltivate.  (F.M.V.)

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L’Aquila (giornale dell’Ente PArco delle Dolomiti Friulane) : Convegno trentennale del Parco del 7.9.2019

Non posso nascondere l’orgoglio personale per essere stato il Presidente nel giorno in cui si celebrava il trentennale dell’Ente, commenta sul giornale L’Aquila il Presidente Grava, al cospetto dei miei illustri predecessori che tanto hanno dato per lo sviluppo dell’area protetta e con interventi davvero illuminanti sulla storia e le prospettive, grazie ai contributi di storici, esperti e professori universitari delle varie discipline che afferiscono al Parco. Da ultimo, un annuncio rispetto ad un accordo appena raggiunto e di cui avremo modo di parlare diffusamente nei prossimi numeri, considerate le ricadute che garantirà: la società che imbottiglia l’Acqua Dolomia ha deciso di attribuire annualmente un sostanzioso contributo all’Ente, per attività di salvaguardia del proprio patrimonio. Si tratta di un esempio di imprenditoria illuminata che permetterà anche al nostro Parco di sfruttare uno straordinario veicolo promozionale, essendo l’ormai famosa acqua sulle tavole di tutto il pianeta, dove esibisce con orgoglio il nostro marchio, ribadendo di essere l’unica imbottigliata all’interno di un sito Patrimonio dell’Umanità come le Dolomit

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Eni non trova l’intesa per il terreno Cimolais rischia di restare al freddo

I residenti della frazione di San Floriano potrebbero esser costretti a usare le bombole domestiche per riscaldarsi e cucinare: l’Eni ha infatti comunicato al Comune l’intenzione di smantellare la cisterna provvisoria che da un anno alimenta la popolosa frazione di San Floriano. E ciò perché l’azienda non ha trovato un accordo sul canone da versare alla famiglia che a gennaio 2019 ha concesso l’occupazione di un proprio terreno. Ma il sindaco Davide Protti non ci sta e minaccia azioni forti. «Fatelo e vi denuncio per interruzione di pubblico servizio», ha scritto in una diffida notificata alla sede di San Donato Milanese. Una copia della nota legale è stata inoltrata anche alla Procura della Repubblica, alla Regione, all’Agenzia di controllo per l’energia e ai carabinieri. È un problema privatistico che non coinvolge il municipio o la Regione – ha detto Protti –. È inutile che l’Eni ci mandi una mail 5 giorni prima dicendo che non vuole pagare penali o spese e che spetta a noi arrangiarci. Il gestore deve rispettare la concessione e non può trattare gli enti pubblici come i propri camerieri. Di certo non permetterò che la mia gente debba scaldarsi in pieno inverno con le bombole». Intanto la questione si sposta a Trieste e a Roma. Il governatore Massimiliano Fedriga e il suo vice Riccardo Riccardi sono stati informati dell’accaduto e stanno cercando una soluzione in tempi brevi. Ma anche in Regione fanno notare che la competenza non può essere demandata ad altri e che è compito della società attivarsi per scongiurare qualsiasi sospensione nelle forniture. Tanto che il gruppo consiliare del M5s ha già annunciato un’interrogazione allo stesso Fedriga. Da parte sua Riccardi ricorda come siano già stati appaltati i lavori di una nuova briglia sul greto del Cimoliana e che entro qualche mese potrebbe essere ripristinata la conduttura originaria che sino al 2018 era collegata alla borgata. (f MV)

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AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TESORERIA A POSTE ITALIANE SPA DAL 01/07/2020 AL 31/12/2023. APPROVAZIONE CONVENZIONE PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO E ADDENDUM RELATIVO ALLE CONDIZIONI DI ANTICIPAZIONE

Approvata dal Consiglio Comunale di Cimolais la convenzione per l’affidamento del servizio di tesoreria comunale, ai sensi dell’art. 40 comma 1 della Legge 23/12/1998 n. 448 e dell’art. 9 della Legge 06/10/2018 n. 158, a Poste Italiane Spa per il periodo dal 01.07.2020/31.12.2023

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Costituita Well FAre Pordenone in aiuto dei più deboli

Costituita Well Fare Pordenone, Fondazione per il microcredito e l’innovazione sociale cui hanno dato vita ben 22 soci fondatori tra i quali i Comuni di Pordenone, Sacile, Maniago, San Vito, Azzano Decimo, Cciaa, Azienda sanitaria, Unindustria, Regione, Cgil, Cisl, Roncadin spa e varie commperative. Si tratta di «un’alleanza del territorio con l’obiettivo di costruire nuove opportunità di sviluppo per il benessere della comunità e sostenere le persone con temporanee difficoltà economiche». In questa alleanza c’è anche Friulovest banca che ha firmato la convenzione per l’erogazione di prestiti a tassi molto bassi (1 per cento sociale, 2 per cento impresa) e senza spese di istruttoria alle persone che la Fondazione presenta in banca. La Fondazione, inoltre, eroga direttamente risorse nel caso in cui siano necessari tempi veloci o per importi inferiori ai mille euro. Abbiamo riscontrato sintonia di motivazione con Friulovest banca che ha accettato di seguirci», ha detto Gianfranco Verziagi, presidente della Fondazione, nata tre anni fa per accompagnare le persone vulnerabili, soprattutto a causa della crisi economica, e non più in grado di pensare a se stesse. «Valutiamo insieme la situazione – dice il direttore della Fondazione Dino Del Savio – e costruiamo un progetto di riscatto sociale. La specificità sta nell’accompagnare le persone sino al termine del percorso di reinserimento». Friulovest banca diventa protagonista del sostegno economico: riceve le segnalazioni già vagliate da Comuni, servizi sociali, Caritas attraverso una equipè di una decina di esperti, le analizza, eroga il microcredito e attua un piano di rientro con la “garanzia” della Fondazione Well Fare. «Un progetto molto importante per una banca cooperativa come la nostra – dice il presidente Lino Mian – nell’ambito di un mondo globalizzato, dove vivono molte persone che hanno bisogno di essere aiutate. Non si tratta di un progetto assistenziale, perché le persone si impegnano a restituire il prestito: è un progetto di accompagnamento e responsabilizzazione». (f MV)

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FUTURO DEI PARCHI, REGOLE CONDIVISE

Le modifiche alla norma sulle aree protette dei Parchi Regionali saranno il frutto di un percorso condiviso che troverà autonomia in una norma propria e punteranno a un incremento dell’attività di sviluppo tenendo ferma la buona attività di salvaguardia fino ad oggi compiuta. Sono queste le linee guida che l’Assessore Regionale a Montagna e Risorse Forestali, Stefano Zannier, ha illustrato a Cimolais partecipando al convegno dal titolo “Dal Parco delle Prealpi Carniche a quello Regionale delle Dolomiti Friulane, passando per il riconoscimento Unesco: 30 anni di storia”. Alla presenza del Presidente del Parco delle Dolomiti Friulane, Gianandrea Grava, e di numerosi primi cittadini ed ex amministratori della zona, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha spiegato quali saranno i passi che l’Amministrazione intende compiere nell’ambito della modifica di una importante norma di settore. In prima battuta, Zannier ha voluto rassicurare i presenti, ricordando che il processo di revisione sarà di tipo partecipativo e non calato dall’alto. “A trent’anni dall’istituzione del Parco – ha detto l’Assessore Regionale – credo sia arrivato il momento di fare il punto della situazione, per vedere ciò che ha funzionato bene e analizzare quanto invece è rimasto ancora al palo rispetto ai principi costitutivi”. Sulle modalità di revisione Zannier ha assicurato che “per le tematiche così delicate e sentite dalla popolazione locale, la Regione avvierà un percorso che sarà ampiamente condiviso con tutti i portatori di interesse, per poi varare, al termine del confronto, una modifica della legge ad hoc contenente i suggerimenti emersi dal confronto”. ( L’Aquila)

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È in aumento la diffusione delle droghe Si comincia a farne uso già a 13-14 anni


«Quando sono arrivata a Pordenone un anno e mezzo fa ho subito notato che la diffusione della droga costituiva un grave problema. Le operazioni di polizia condotte successivamente mi hanno confermato che il fenomeno ha dimensioni rilevanti e che l’età media dei ragazzi coinvolti è sempre più bassa. Ecco perché ho ritenuto necessario intervenire con misure in grado di contenere l’emergenza». Il prefetto Maria Rosaria Maiorino, forte della sua esperienza alla squadra narcotici della Questura di Cagliari, diretta per 12 anni, sa bene di cosa parla. Cresce il numero di adolescenti che fanno uso di sostanze supefacenti: si comincia a 13-14 anni, quando si frequentano ancora le scuole medie. Le famiglie, alle prese con il lavoro o con altri impegni, sono in molti casi latitanti. «Padri e madri magari fanno gli amici, i complici, i confessori – è stato messo in evidenza –, ma rinunciano al ruolo genitoriale e quando viene loro comunicato che il figlio fa uso di droghe vivono la situazione con vergogna». Lo spettro delle sostanze cui si ricorre è sempre più vasto e si registra un consistente ritorno dell’eroina, anche iniettata in vena, facendo ripensare a tristi immagini che rimandano agli anni Settanta-Ottanta. Un ruolo determinante nella prevenzione può essere svolto dal mondo della scuola, tanto è vero che, oltre ai costanti controlli delle forze di polizia negli istituti, sono stati promossi incontri con i dirigenti e con gli stessi alunni sull’educazione alla legalità. «È fondamentale che i docenti facciano attenzione ai segnali di disagio – ha osservato il prefetto – e li comunichino a chi ha le competenze per intervenire». Un esempio si è avuto proprio nell’ istituto superiore di Maniago, dove un’insegnante ha sorpreso uno studente a farsi uno spinello in classe e lo ha portato dal preside, che ha richiesto l’intervento dei carabinieri. (F mv)

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LA VAL CIMOLIANA di Mauro Corona

“Mi è capitato di girare un po’ il pianeta per ammirarne le bellezze naturali (quelle che restano) e a scalare montagne. Di quei viaggi non mi pento. Mi hanno fatto capire che le montagne hanno tutte una base e una punta e il dolore del mondo è tutto uguale. Per questo motivo oggi non mi muovo più. Ho scoperto che ci sono ancora zone stupende dietro l’orto di casa mia. Zone fantastiche, meravigliose. Una di queste è la Val Cimoliana in Comune di Cimolais. Lunga una quindicina di chilometri, circondata, dall’inizio alla fine e da ambo i lati, da montagne di ogni forma e grandezza, concede all’occhio picchi dolomitici, denti e torri rocciose che nulla hanno da invidiare alle forme più strane che ho visto qua e là nel mondo. Su tutte, per arditezza e forma, spicca la mitica scultura del Campanile di Val Montanaia. Alto quasi trecento metri, impressionante e incredibilmente bizzarro, strapiomba da ogni lato. Per queste caratteristiche la sua vetta è meta agognata da alpinisti di tutto il globo. Ma c’è un’altra cosa che il camminatore (quello a piedi) non può fare a meno di notare percorrendo la Val Cimoliana: il colore del torrente. L’acqua varia dal blu al verde chiaro, dal viola, a seconda dei colpi di sole, all’azzurro intenso dei fiori di lino. Uno spettacolo mozzafiato anche per l’osservatore più esigente. Ma, miracolo oggi forse unico, è acqua potabile, fresca e pura. La Cimoliana è una valle magica. Non ha rivali nel mondo. È il pezzo unico del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. I Cimoliani sono orgogliosi e fieri della loro regina e le vogliono bene. Se chiedete loro perché potrebbero rispondervi con le parole di Hugo Von Hofmannsthal: «Perché amo immensamente questa terra, e più passano gli anni, più essa mi sembra ricca. Quando sarò vecchio, dai suoi torrenti, dai suoi laghi e dai suoi boschi mi verranno incontro i ricordi dell’infanzia, e il cerchio si chiuderà»” (f, L’Aquila)

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Rinnovata la convenzione con il Comune di Barcis per ufficio finanziario

Rinnovata dalla Giunta comunale la convenzione di personale per l’anno 2020 ai sensi dell’articolo 7 del C.C.R.L., nei termini illustrati in premessa, fra i Comuni di Cimolais e Barcis con riferimento al dipendente Ilario Dessoni attualmente alle dipendenze del Comune di Cimolais

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Funzionario finanziario condiviso con Barcis

Proseguirà anche nei prossimi mesi l’accordo che ormai da tempo riguarda la condivisione di personale da parte dei Comuni di Cimolais e di Barcis. In questo caso, il sindaco di Cimolais, Davide Protti, e quello di Barcis, Claudio Traina, hanno deciso di impiegare in modo congiunto il funzionario responsabile del settore finanziario. «La speranza è che il 2020 porti una seria revisione delle competenze detenute dall’Unione, ma anche allo stanziamento di nuove risorse a favore dei piccoli Comuni alpini, ormai allo stremo a causa di piante organiche ridotte a zero», ha commentato il sindaco Protti. L’amministratore di Cimolais ha ricordato come gli sportelli pubblici del paese rischino di chiudere i battenti dopo una serie di pensionamenti e di trasferimenti ad altra sede. E meno servizi offre il territorio, più si accentua il fenomeno dello spopolamento della montagna. — (f- MV)

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