Belluno, la rinascita delle valli devastate da Vaia: “Noi montanari ci rimbocchiamo le maniche”

Dopo giorni di piogge intense, la tempesta Vaia ha avuto il suo massimo impatto sul Triveneto il 29 ottobre del 2018. I venti fino a 200 km/h e le precipitazioni record hanno causato la caduta di oltre 10 milioni di alberi e danni per quasi 3 miliardi di euro. Il Veneto, regione più colpita insieme a Friuli Venezia Giulia e Trentino, ha avuto “l’epicentro” della tempesta nella provincia di Belluno, sulle montagne dell’agordino. Il destino dei boschi spazzati via dal vento, intanto, rimane ancora sospes. Togliere gli alberi abbattuti provocherebbe un rischio di valanghe e caduta sassi. “Quegli alberi caduti sono un paravalanghe naturale, quindi intoccabili, e la priorità è ancora mettere in sicurezza fiumi e torrenti”, come ricorda Andrea De Bernardin, sindaco di Rocca Pietore, comune “epicentro” della tempesta Vaia. . il video si riferisce ad un anno fa

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VAIA LA TEMPESTA CHE HA CAMBIATO LE DOLOMITI

La notte di Vaia, il 29 ottobre 2018, è la notte che ha cambiato le Dolomiti. A un anno di distanza ecco un mini-documentario per raccontare (con voci e immagini inedite) cos’è stata davvero quella notte di tempesta che ha sconvolto le nostre foreste. Di Andrea Selva e Legnotrentino

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È allarme per la guardia medica Una famiglia lancia l’appello

Da mesi i sindaci della Valcellina lamentano i disagi di una graduale ma costante riduzione del servizio di guardia medica. Ora gli effetti dei tagli denunciati dagli amministratori assumono il volto di un anziano che abita nella zona di Claut e che attualmente è ricoverato con gravissime patologie in un ospedale del pordenonese. I congiunti lanciano un appello attraverso il Messaggero Veneto” perché temono il momento in cui l’uomo sarà dimesso per essere trasferito a casa. Il problema è infatti legato a un’assistenza infermieristica solo diurna e alla completa chiusura notturna e nei fine settimana della guardia medica. La situazione è ben nota, tanto che più volte è capitato che i primi cittadini abbiano fatto la voce grossa dopo assenze prolungate del dottore di turno, a propria volta malato o in ferie. La paura dei parenti del valcellinese è di non ricevere adeguata assistenza nei momenti più difficili, soprattutto se il quadro clinico dovesse improvvisamente precipitare, come già anticipato dall’oncologo che ha in cura il paziente. Di fatto ogni minima emergenza o un banale bendaggio da sostituire rischia di tramutarsi in una telefonata al 112 o in un trasferimento in ambulanza in qualche nosocomio, salvo essere dimesso dopo poche ore e con i pericoli tipici dell’epidemia Covid a fare da sfondo. Prima dell’arrivo a domicilio del paziente dovranno trascorrere ancora due settimane, con un passaggio nella rsa di Maniago per un ciclo riabilitativo. La speranza della famiglia è che in questo arco di tempo vengano date risposte concrete alla popolazione. Ma difficilmente una criticità che si protrae da anni troverà soluzione in così pochi giorni. Il Comune di Claut ha cercato di rafforzare l’operatività del poliambulatorio ma con scarsi risultati. Anzi nel tempo è stato via via ridotta anche la pediatria che garantiva un punto di riferimento settimanale alle mamme. «La guardia medica dovrebbe trovarsi in questi paesi 24 ore su 24, festivi compresi – hanno confermato i sindaci di Barcis e di Erto e Casso, Claudio Traina e Fernando Carrara –. Invece viviamo nella precarietà. Di fatto scopriamo la sera prima se potremo disporre del servizio o meno». – fmv

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Covid-19, nuovi focolai nelle case di riposo: ecco la situazione nel Pordenonese

Sono 99 i nuovi positivi al coronavirus rilevati, domenica 25 ottobre, in provincia di Pordenone: il numero complessivo sale quindi a 1.636. Resta critica la situazione nelle case di riposo. Un focolaio si è acceso alla residenza Le Betulle di Cavasso Nuovo (13 positivi) mentre si allarga quello nella struttura di San Quirino, dove si registrano contagi anche tra gli operatori. Nella casa per anziani di Cavasso Nuovo l’altra sera alcuni degli 83 ospiti hanno manifestato episodi febbrili: la direzione ha attivato il responsabile del governo assistenziale e la coordinatrice, che hanno monitorato temperatura e saturazione. «In collaborazione col distretto sanitario e il dipartimento di prevenzione – ha detto la direttrice Maria Teresa Agosti – la notte scorsa sono stati eseguiti 24 test rapidi agli ospiti con febbre e ai compagni di stanza: 13 sono risultati positivi». I familiari sono stati subito informati così come più volte in giornata. «I positivi sono stati isolati in un’ala separata e oggi è atteso il medico Usca per un monitoraggio generale e analizzare il quadro clinico di ciascuno». Gli 84 operatori sanitari e socio-sanitari erano stati sottoposti al test dieci giorni fa risultando negativi. (f MV)

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I Musei delle Dolomiti inaugurano “Officina di Storie”

Officina di Storie” è il nuovo spazio digitale dei Musei delle Dolomiti. Una mostra interattiva in continuo aggiornamento per raccontare i tanti patrimoni dei Musei delle Dolomiti. Un racconto corale che vede all’opera 35 istituzioni e 50 operatori museali e corona un anno di ottimi risultati per il progetto #DolomitesMuseum della Fondazione Dolomiti

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LA UE ALLA DIGA

Un evento internazionale che ricordi il Vajont ma non si limiti solo all’aspetto della cerimonia, cercando piuttosto di approfondirne gli aspetti storici meno noti. È questo il
progetto a cui da tempo stanno lavorando i Comuni di Vajont e Erto e Casso e che ha ottenuto un importante assist: a dare un contributo alla buona riuscita del progetto sarà
infatti il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha garantito la
propria collaborazione. Da qualche mese Fedriga è componente del Comitato delle Regioni, un organo dell’Unione Europea che si occupa proprio di sviluppo locale. L’impegno è
stato assunto al termine di un colloquio con il Consigliere Comunale di Vajont, Fabiano
Filippin. I Sindaci di Vajont e di Erto e Casso (rispettivamente Lavinia Corona e Antonio
Carrara) hanno ringraziato il Presidente per la sensibilità dimostrata sull’argomento insieme all’Assessore Pierpaolo Roberti e all’Eurodeputato Marco Dreosto, che si è fatto parte attiva per ottenere la disponibilità del Presidente dell’Europarlamento David Sassoli a
partecipare alle commemorazioni del prossimo 9 ottobre. Pur essendo già passati 57 anni
dall’immane tragedia, che provocò quasi duemila morti, fino ad ora nessuna istituzione
comunitaria era mai stata sui luoghi del Disastro. L’idea degli organizzatori valligiani è
ora di allestire una mostra con convegno nella sede della Regione, a Bruxelles. In questo
modo l’ufficio di rappresentanza del Friuli Venezia Giulia nella capitale belga diventerebbe
per qualche ora un centro di aggregazione per politici e tecnici di 27 Paesi europei. Il resto
del programma locale sarà invece definito quando ci saranno maggiori certezze rispetto
alla libertà di movimento legata alle misure di contenimento del Coronavirus.

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EVENTI CIMOLAIS AUTUNNO INVERNO 2020

Pronto il calendario degli Eventi CImolais Autunno Inverno

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Coronavirus: in Fvg 220 nuovi contagi, per la Germania la regione è zona a rischio

Aggiornamento delle 15.15. In Fvg 220 nuovi contagi, calano i ricoveri in terapia intensiva
Giovedì 22 ottobre sono stati rilevati 220 nuovi contagi (5.510 tamponi eseguiti) e un decesso da Covid-19 in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di una donna nata nel 1942 residente a Trieste, deceduta alla Rsa San Giusto e precedentemente ospite della Casa di riposo Residenza «Le Magnolie». Lo ha comunicato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.  Le persone risultate positive al virus in regione dall’inizio della pandemia ammontano in tutto a 7.075, di cui: 2.338 a Trieste, 2.495 a Udine, 1.442 a Pordenone e 751 a Gorizia, alle quali si aggiungono 49 persone da fuori regione. La Germania indica 12 regioni italiane a rischio: c’è anche il Fvg. Dopo aver annunciato un nuovo record anche in Germania con oltre 11 mila casi di Covid-19 in un giorno, l’istituto tedesco Robert Koch ha lanciato l’allarme, definendo «molto grave» la situazione globale, e ha indicato 12 regioni italiane fra le zone «a rischio» di provenienza per chi arriva in Germania.( F:MV)

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Aumentano i contagi all’ospedale di Pordenone e al Cro

Nuovi contagi fra gli operatori sanitari: mercoledì 21 ottobre due ulteriori operatori all’ospedale di Pordenone e uno al Cro sono risultati positivi. Positiva anche una donna di Tramonti di Sopra che frequenta il locale centro anziani, chiuso, un contagio al liceo Grigoletti e uno alle elementari di Travesio. All’ospedale di Pordenone i test hanno rivelato la positività di un operatore del reparto di oculistica e di un’infermiera. Sono state messe in campo tutte le misure previste dai protocolli, con i tracciamenti del caso. Al Cro, dove è ripresa l’attività di radioterapia dopo la sospensione dovuta alla scoperta di 14 tra tecnici e altri operatori infettati, sono proseguiti i tamponi sulle persone collegate ai casi di positività tra i tecnici di radioterapia ed è risultata contagiata un’infermiera della medicina nucleare. Nell’istituto continuano i test a rotazione tra tutto il personale. Una donna di Tramonti di Sopra è risultata positiva al Covid-19. Frequentava il centro di aggregazione per anziani della Val Tramontina, dove una decina di persone si ritrovavano una volta alla settimana (alternandosi a Tramonti di Sotto nella Casa della conoscenza e a Tramonti di Sopra in biblioteca). L’ultimo incontro del sodalizio è stato venerdì scorso. I frequentatori del centro sono in quarantena fiduciaria.(fMV)

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Pestith: proprietà raccolta e conservazione EVENTO PRO LOCO ANNULLATO

A causa della incertezza per l’organizzazione dell’Evento la Pro Loco ha deciso di annullare l’incontro

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LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 2018, N. 29 – ARTICOLO 2 COMMI DA 8 A 11 – CONCESSIONE DEI CONTRIBUTI GAS APPROVATA LA GRADUATORIA

Approvata la graduatoria delle sulle domande pervenute per la richiesta concessione contributi GAS che assommano
a n° 72 (settantadue) vedi di seguito allegato

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Interventi della Regione Friuli Venezia Giulia per bonifica territorio a seguito della tempesta VAIA

Importanti interventi anche a Cimolais: nella zona del ponte sulla 251 con la messa in sicurezza della briglia e delle opere longitudinali esistenti a valle dello stesso ponte e la stabilizzazione del tratto di profilo idraulico posto a valle (complessivamente circa 2,3 milioni di euro). Sempre a Cimolais nell’area del torrente Compol è in atto il ripristino delle opere trasversali danneggiate e dell’officiosità idraulica del corso d’acqua (1,84 milioni). Infine,
in località Busa di Gotte sono a pieno regime i lavori per la messa in sicurezza del tratto di
strada della Val Cimoliana, dalla località Compol fino a ponte Confoz (1,4 milioni).

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