La Valcimoliana in video di Bertagno Giovanni

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Fino a domani siamo in zona gialla, domenica il Friuli Venezia Giulia diventa area arancione

Due Regioni in zona rossa, ossia Lombardia e Provincia autonoma di Bolzano, e altre 13 in zona arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.Il Friuli Venezia Giulia è zona arancione, con un inasprimento delle restrizioni per limitare la diffusione del Covid-19. Le restrizioni saranno in vigore per due settimane. Abbiamo cercato di riassumere le domande e le risposte più richieste su cosa si può e non si può fare.Già approvati il nuovo Dpcm e il decreto che stabiliscono regole e divieti fino al 5 marzo 2021: gli impianti da sci rimangono chiusi fino al 15 febbraio, palestre, piscine e cinema fino al 5 marzo, i musei potranno aprire dal lunedì al venerdì ma solo in fascia gialla, cibo e bevande potranno essere acquistati nei bar soltanto fino alle 18.Coprifuoco dalle 22 alle 5 e l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso. Fino al 15 febbraio non si potranno superare i confini anche se le regioni sono in fascia gialla. Nelle regioni in fascia gialla lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone. Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, a eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri comuni e verso altre regioni, a eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute. È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

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Cenoni, pranzi e visite agli amici: c’è un legame con l’aumento dei contagi? A Natale gli spostamenti cresciuti del 38%

Dopo il saliscendi che ha caratterizzato le giornate a ridosso delle festività (spiegabile pure con il pur minimo rallentamento dell’attività diagnostica), negli ultimi giorni la curva dei nuovi contagi da coronavirus è tornata a stazionare stabilmente sopra quota seicento, con un picco di nuovi casi (1.015) registrato sabato 9 gennaio. Nell’ultima i nuovi contagiati sono stati 4.932, tenendo conto dei dati trasmessi alla Protezione civile: un dato in sensibile aumento rispetto ai 3.634 della settimana precedente.In linea con il resto d’Italia, gli spostamenti verso le zone residenziali sono cresciuti nelle ultime settimane, con picchi significativi in concomitanza di Natale e Capodanno. A certificarlo i dati contenuti nel Mobility report di Google, basato sulla mappatura che il gigante di Mountain View elabora a partire dalla geolocalizzazione dei telefonini.

Un’analisi che è chiaramente parziale, visto che si basa unicamente sugli smartphone con sistema operativo Android e che le informazioni presenti nei rapporti sono basate su set di dati aggregati e anonimizzati degli utenti che hanno attivato l’impostazione Cronologia delle posizioni, che è disattivata per impostazione predefinita sui cellulari.

Tuttavia, il report restituisce quantomeno una tendenza piuttosto fedele: Google Maps utilizza dati aggregati e anonimi per mostrare quanto sono affollati determinati luoghi, così da identificare per esempio gli orari di punta di un negozio. Le autorità sanitarie hanno confermato che questo stesso tipo di dati aggregati e anonimizzati potrebbe essere utile per prendere decisioni critiche nella lotta a Covid-19, come recita il disclaimer che accompagna il monitoraggio del colosso statunitense.

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Nuova comunità montana: «Paghiamo scelte fatte per ripicche politiche»

Maniago si sente lesa sia dalla scelta effettuata dalla conferenza dei sindaci che l’ha posta nella Comunità Est con Spilimbergo, quando la maggioranza Carli (al netto del consigliere Cesare Monea) si era espressa per l’ingresso nell’ente Ovest, sia dalle affermazioni di alcuni amministratori, tra cui il primo cittadino di Erto e Casso Fernando Carrara, che non ha risparmiato una dura critica al collega Andrea Carli, accusato di «pessima e accentratrice gestione dell’Uti, che ha danneggiato la montagna per favorire Maniago e che oggi può recitare il mea culpa».

«Il nostro consiglio comunale ha deliberato una volontà politica e si sente leso da affermazioni che mettono al centro gli attacchi personali e non le scelte di sviluppo comune per un intero territorio – dice l’assessore alle politiche sociali Andrea Gaspardo –. Carrara fa della vendetta il principio per governare? Quindi “muoia Sansone con tutti i filistei” per lui è la regola per progettare il futuro della nostra montagna? Così ragiona un sindaco? Questa è la politica che vogliamo contrapporre a colui che si è permesso di definire come finto democratico, ossia Carli?».

Ma Carrara tira dritto. «La schiettezza per me è fondamentale: gli errori di Carli sono evidenti, ha scontentato l’intera montagna. I suoi lo difendano pure, io e diversi colleghi che hanno lavorato con lui in Uti pensiamo il contrario».

Quanto alla conferenza dei sindaci, Gaspardo evidenzia che «si è percepito un senso di rivalsa verso il Comune di Maniago. Dov’è la Regione in tutto questo? Invece di essere madre che unisce e rassicura i suoi “figli”, pare assorta se non complice di questa volontà di disgregazione». –f mv

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«Tre valli private dei loro territori È uno scempio che ci penalizza»

Tre valli private del loro punto di riferimento di fondovalle: la spartizione territoriale delle Comunità di montagna, decisa il 30 dicembre nella conferenza dei sindaci, divide Valcellina da Montereale, Val Colvera da Maniago e Val Tramontina-Meduna da Meduno.

Il sindaco di Frisanco Sandro Rovedo parla di «frattura dura da rimarginare. Uno scempio che va a svantaggio dell’intero territorio» e non risparmia un attacco alla Regione. «In conferenza siamo stati costretti a prendere decisioni al posto di chi era titolato, ma sino a oggi non ha pensato di svolgere il suo ruolo decidendo la limitazione territoriale con una logica – commenta –. O meglio la Regione aveva optato per un’unica Comunità, ma poi le tirate di giacchetta di alcuni colleghi l’hanno spinta a aprire delle possibilità e s’è cercato, con risultati sotto gli occhi di tutti, di mettere delle toppe».

L’ingresso di Frisanco nell’ente Ovest – sottolinea Rovedo – era motivato dal legame con Maniago, sbocco naturale della Val Colvera. Con Spilimbergo storicamente non abbiamo rapporti per ovvie questioni geografiche. La scelta di dividerci dal nostro fondovalle mi amareggia: la Regione ha scaricato su di noi ciò che era di sua competenza, creando divisioni e non nell’interesse del territorio».

Sulla frattura è intervenuta anche la segretaria del circolo del Pd Maniago-Vajont e vicesegretaria provinciale dei dem, Annamaria Poggioli. «La separazione di Maniago da Frisanco è una ridicola forzatura – afferma –. Una decisione al di fuori di qualsiasi logica. Noi eravamo a favore di un unico ente che avrebbe potuto contare di più per progettualità di respiro ampio, obiettivo di buon senso mantenuto per esempio dai comuni della Carnia. Ma in questa paradossale spartizione territoriale, in cui Val Colvera, Val Tramontina e Valcellina finiscono nel raggio avianese, assistiamo alla divisione di due comuni vicinissimi, Frisanco e Maniago, alla faccia del principio di contiguità territoriale. Il rammarico si fa personale se penso alla lunga collaborazione con Frisanco nella promozione per esempio di mostre d’arte, con la presenza di decine di artisti e visitatori dal Triveneto». f mv

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Nuova comunità montana: Ricorsi e impugnazioni al via per bloccare la “spartizione”

Dopo la battaglia politica quella legale: sono due i fronti che si aprono per impugnare quanto deciso della conferenza dei sindaci del 30 dicembre, in cui sono state stabilite le spartizioni territoriali tra le Comunità di montagna Est, con a capo Spilimbergo e nella quale è confluita Maniago, contro il volere della maggioranza Carli (fatta eccezione per il consigliere Cesare Monea), e Ovest con riferimento Aviano.

Da una parte il sindaco Andrea Carli e la collega di Vajont Lavinia Corona annunciano ricorso al Tar contro la decisione della conferenza di inserire i due municipi nella Comunità Est, quando i propri consigli si erano espressi diversamente (anche Arba dovrebbe imboccare analoga via). Dall’altra i sindaci di Tramonti di Sotto, Tramonti di Sopra e Frisanco intendono impugnare la delibera della conferenza perché le loro volontà non sono state rispettate sino in fondo: sono entrati sì nella Comunità Ovest, come volevano, ma la loro scelta era legata ad avere con sé Maniago, da sempre unita alle Valli Tramontina e Colvera (si pensi al quartiere maniaghese di Sud Ferrovia, “colonia” di tramontini).

Il sindaco di Tramonti di Sotto Rosetta Facchin è stata chiara in assemblea: «Gli atti possono essere impugnati per incostituzionalità, in quanto la conferenza sta commettendo forzature e decidendo ciò che non le compete». fmv

Ma il sindaco di Aviano Ilario De Marco ha replicato che «la conferenza è legittimata a deliberare le spartizioni e il principio di contiguità territoriale è determinante». Da qui la necessità di recepire le delibere dei comuni delle Valli Tramontina e Colvera, ma non quelle di Vajont, Maniago e Arba, che, se avessero fatto ingresso nell’ente Ovest, non avrebbero permesso a Montereale di entrare in quello Est, nel rispetto appunto della contiguità.

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I sindaci della Valcellina chiedono aiuto alla Regione per lo sgombero della neve

I Comuni della Valcellina sono alle prese con spese straordinarie a causa della troppa neve, e c’è chi ha già utilizzato per intero il relativo capitolo di bilancio del 2021. Le uamministrazioni sono pronte a sollecitare aiuti economici alla Regione.

«Era da tempo che non si vedevano precipitazioni così intense e soprattutto ripetute – ha osservato il sindaco di Barcis, Claudio Traina che ha appena affidato il servizio in appalto ad una ditta locale – . Il fatto che si tratti di fenomeni alternati a brevi periodi di sereno aumenta il rischio di gelate sulle strade. Di qui la necessità di incrementare le uscite degli spazzaneve ma anche lo spargimento del sale. Se si conta oltretutto che il territorio presenta aree raggiungibili solo grazie a mezzi con speciali dotazioni, è comprensibile come gli oneri di gestione a nostro carico diventino eccezionali».

Due settimane fa il sindaco di Cimolais, Davide Protti, aveva lanciato un bando di gara per il noleggio di veicoli da sgombero da usare sino al 2023. A Erto e Casso la situazione finanziaria dell’ente locale rischia di esplodere se Trieste non dovesse in qualche modo mettere mano al portafoglio. Al momento è già virtualmente esaurita la voce di bilancio destinata alla pulizia delle strade per l’intero 2021. «Possiamo trovare risorse in ulteriori capitoli, ma ciò significa tagliare altrove», ha sottolineato il sindaco e presidente del Parco delle Dolomiti friulane, Fernando Carrara. — fmv

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Nuova comunità montana: «Scelta contraria agli interessi dei cittadini di Montereale»

Un risiko territoriale e politico che ha visto l’assemblea dei 27 sindaci delle Comunità di montagna, a maggioranza di centrodestra, favorire il comune di Montereale (4.338 abitanti, giunta di centrodestra) che ha voluto aderire alla Comunità di montagna orientale con Spilimbergo, a discapito di Maniago, (11.758 abitanti, giunta di centrosinistra) respingendo la richiesta del sindaco Andrea Carli di aderire alla comunità di Montagna occidentale con Aviano.

Anche Maniago è quindi finita nella Comunità di montagna orientale con Spilimbergo, in quanto Maniago è indispensabile a garantire la continuità territoriale di Montereale con lo spilimberghese. Insieme a Maniago, sono stati costretti, di fatto, ad andare con Spilimbergo anche i comuni di Vajont e Arba.

Una situazione che vede proprio Montereale nell’occhio del ciclone: il pasticcio delle neonate comunità di montagna viene denunciato da Mila Cigagna, capogruppo dell’opposizione “RipartiAmo Montereale”. Di fronte alla divisione della Valcellina Mila Cigagna denuncia che «voler associare Montereale a Spilimbergo senza una effettiva continuità territoriale, né alcuna condivisione, diventa una scelta contraria agli interessi di Montereale, realtà contigua alla Valcellina e al comune di Aviano».

La decisione del centrodestra, contraria alle richieste di Maniago, viene condannata anche da Sandrino Della Puppa, capogruppo del Pd avianese. «Quanto deliberato dai sindaci delle due comunità di montagna – afferma Della Puppa – diventa una grave lesione dei diritti democratici. È del tutto evidente che le scelte del centrodestra sono state dettate da logiche estranee ai bisogni dei nostri comuni montani, subordinate alle manie di grandezza di alcuni sindaci e agli antagonismi di personaggi politici che hanno voluto isolare, condizionare, punire il comune di Maniago». fmv

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Un grazie da parte dell’amministrazione comunale al Gruppo Protezione civile

L’Amministrazione comunale sul suo profilo fb pubblica il post: “Grazie di Cuore a tutti i #volontariodivalore della Protezione Civile della Regione Autonoma FVG che in questi giorni stanno aiutando tutti i comuni come il nostro, colpita da copiose nevicate”

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La serra crolla sotto la neve Danni ingenti

Danni ingenti all’azienda agricola Montiselle a Pinedo di Claut. Sotto un metro di neve è crollata una delle due serre, dove erano ricoverati un trattore, una macchina ed altre attrezzature. Un addetto è riuscito a scappare appena in tempo, si trovava vicino all’uscio. Il peso del manto innevato rischiava di far cedere anche il secondo capannone lungo 31 metri e largo 8. Il titolare ha chiesto aiuto al 115 e ha fatto venire gli spazzaneve per sgombrare la stradina di 300 metri. Subito i vigili del fuoco di Maniago, con due squadre e l’autoscala, hanno rimosso la neve dal secondo capannone, rimettendo in sicurezza la serra fmv

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Il governo ha deciso: zona arancione nel fine settimana, vietati gli spostamenti fra regioni fino al 15

Il decreto legge, approvato nella notte fra lunedì 4 e martedì 5 gennaio,dal Consiglio dei ministri stabilisce per il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio il divieto, su tutto il territorio nazionale, di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma.Nei giorni 9 e 10 gennaio scatteranno, su tutto il territorio nazionale, le misure previste per la cosiddetta «zona arancione». Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.Dopo l’Epifania, ma solo per le giornate di giovedì 7 e venerdì 8 gennaio, la morsa delle restrizioni si allenta su tutta Italia, con un generale ritorno alla fascia gialla, con apertura di bar e ristoranti fino alle 18. Si tratta, comunque, di una zona gialla “forzata”, dal momento che – come anticipato – gli spostamenti fra regioni sono vietati. fmv

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Arriva la Befana scortata dagli Alpini

Messaggio importante ai bambini da parte del Gruppo Alpini e del Comune di Cimolais

“BAMBINI ABBIAMO UNA NOTIZIA IMPORTANTE PER VOI.Abbiamo ricevuto da poco la conferma che, dopo San Nicolò, anche la BEFANA🧙‍♀️ ha deciso di farvi visita.🥳🤩Mercoledì 6 Gennaio nel pomeriggio, quindi non prendete nessun impegno, per qualche ora non uscite a divertirvi nella neve ☃, ma fatevi trovare a casa pronti a ricevere la sua visita.La BEFANA, sarà accompagnata,visto il lungo viaggio e la sua vecchiaia (non fatevi sentire a chiamarla vecchietta eh😉😅) dal GRUPPO ALPINI CIMOLAIS che la aiuteranno a portare le calze per le vie del Paese.”

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