Giornata ecologica e fotaiada organizzata dal CAI di Cimolais

Il Cai di CImolais organizza per il 25 parile una giornata ecologica e la tradizionale fotajada presso il Pre de Cercio in ricordo dell’amico Ciano. Il Presidente Fabris Roberto invita tutti i soci e simpatizzanti a partecipare a questa “giornata all’insegna dell’ecologia, ma anche della socializzazione e dell’educazione ambientale, per promuovere comportamenti virtuosi e corretti nei confronti dell’ambiente, che è il nostro bene comune. Dopo la raccolta ci troveremo come di consueto alle ore 12:00 al prè de Cecio, per stare insieme e per gustare un caldo piatto di ….”Fortaia””

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Ai nostri lettori tanti auguri di una serena Pasqua

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Maltempo: Regione e ordini professionali alleati per accelerare tempi

La Regione stringe un’alleanza con gli ordini professionali per accelerare i tempi di progettazione delle opere inserite nel piano straordinario per l’emergenza maltempo. Il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione civile ha incontrato s a Palmanova, nella sede della Pc regionale, assieme al direttore Amedeo Aristei, i rappresentanti degli ordini di architetti, geometri, periti, ingegneri e geologi. L’obiettivo è mettere in campo le migliori professionalità per avviare fin dalle prossime settimane le progettazioni necessarie a contrattualizzare entro il 30 settembre oltre 200 opere nei Comuni colpiti dal maltempo, per un importo pari a 100 milioni di euro. È questa la scadenza imposta dal Governo per poter fruire interamente delle risorse assegnate dallo Stato e far fronte ai danni causati dal maltempo dello scorso autunno. Il 70% delle opere ha un valore inferiore ai 300mila euro (con una soglia di 40mila euro per gli incarichi professionali) e ciò apre la possibilità di procedere con affidamenti diretti, chiedendo un massimo di tre preventivi. Per le restanti opere, il cui valore è comunque inferiore ai 100mila euro, si potrà attivare una procedura semplificata negoziata a cinque.

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Tutti gli interventi previsti in Comune di Cimolais per il ripristino dei danni causati dal maltempo

Nel piano degli interventi prioritari di ripristino dei danni rientra la sistemazione di dissesti di rilevanza forestale nella zona Ponte Gotte per 250 mila euro mentre, su segnalazione dell’amministrazione di Cimolais, sono previsti altri interventi spondali a protezione della strada per circa 2 milioni di euro. Sempre in Comune di Cimolais, nel piano degli interventi strutturali di mitigazione del rischio sono previsti lavori di sghiaiamento del Torrente Cimoliana a monte del capoluogo per 1,5 milioni di euro e altri analoghi interventi di ripristino delle opere idrauliche per 2 milioni di euro.

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Uti, mancato rinnovo dei vertici

La riconferma di Andrea Carli alla presidenza dell’Uti delle Valli e Dolomiti friulane è saltata: tra gli amministratori c’è chi auspica che il voto venga spostato a dopo le elezioni amministrative nei Comuni, in modo tale che anche i nuovi sindaci possano esprimere la propria preferenza. Nella seduta dei giorni scorsi, Carli, il cui mandato scade il 20 aprile, ha ottenuto 12 voti, non raggiungendo il quorum di 14 preferenze. L’improvvisa candidatura del sindaco di Erto e Casso, Fernando Carrara, ha sparigliato le carte. Due le schede nulle, una bianca. Un quadro che ha acceso il dibattito anche tra l’opposizione di Maniago: il consigliere di opposizione Leonardo Esposito ha messo in evidenza «la forte perdita di consensi di Carli. In questi anni, ha fatto incetta di cariche, da commissario della Comunità montana a presidente dell’Uti, ma oggi il grande consenso che pareva avere ottenuto è in discussione. Lo provano i risultati del recente incontro per la nomina del vertice dell’Unione: non si parla di riconferma. È tempo di cambiare».

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Cambia il regolamento Ater: via la casa a chi non paga il canone per un anno

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, ha approvato in via preliminare le modifiche al regolamento sulle modalità di gestione degli alloggi di edilizia sovvenzionata in carico alle Ater. Si tratta – spiega la Regione – di modifiche utili a recepire i contenuti della riforma organica delle politiche abitative e riordino delle Ater del 2018, in riferimento ai requisiti minimi dei beneficiari e all’introduzione della decadenza dall’assegnazione dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica per gli autori di delitti di violenza domestica. Le modifiche riguardano anche l’abrogazione, tra i motivi di revoca dell’assegnazione, del mancato pagamento del canone mensile per un periodo continuativo di dodici mesi; la titolarità, in capo all’assegnatario o altro componente del nucleo, di diritti reali su altri alloggi quale motivo di revoca dell’assegnazione; i contenuti e termini dei provvedimenti di annullamento e revoca dell’assegnazione; l’adeguamento temporale della validità delle nuove certificazioni Isee. (fmv)

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Maltempo: in avvio interventi per 6 milioni in Val Cimoliana

Ammontano a circa 6 milioni di euro gli interventi che la Regione metterà in atto in Val Cimoliana, per far fronte ai danni causati dalla tempesta Vaia abbattutasi anche sul Friuli Venezia Giulia lo scorso mese di novembre. A darne annuncio è stato l’assessore regionale con delega alla Protezione Civile rispondendo in Aula a Trieste ad una specifica interrogazione. Attualmente sono in corso di avvio le procedure di assegnazione ai diversi enti competenti delle opere disposte dal Commissario delegato, come approvate dal capo dipartimento della Protezione civile. Nel rispondere all’interrogazione, è stato spiegato che la ricognizione dei danni avviata dalla Protezione civile della Regione nelle giornate immediatamente successive alla tempesta, ha riguardato in primis i centri abitati e le infrastrutture strategiche, tra le quali le strade regionali e comunali di collegamento dei centri abitati, al fine di ripristinare le comunicazioni e garantire i soccorsi alla popolazione. Successivamente l’attenzione è stata estesa alle aree montane non densamente antropizzate, con particolare riguardo a quelle di alto valore ambientale e paesaggistico tra le quali la Val Cimoliana. Per il rilievo dei dissesti verificatisi sul territorio montano, compreso il fondovalle percorso dall’unica strada di penetrazione e di collegamento dei rifugi in quota, ha collaborato il personale dall’Ispettorato ripartimentale delle foreste di Pordenone e del Corpo forestale regionale. La Protezione civile ha inoltre richiesto tutte le informazioni sulle infrastrutture interessate dal maltempo alle Direzioni centrali competenti, al Comune di Cimolais e agli enti di rispettiva competenza (Ente Parco, Hidrogea). Sulla base della ricognizione complessiva dei danni, sono stati quindi predisposti i Piani di intervento finanziati dallo Stato per i primi lavori più urgenti e per le necessarie opere di mitigazione del rischio. ARC/AL/ppd

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Scelta «Gestione pubblica dei rifiuti» dall’Assemblea dei Sindaci

I 50 Comuni della provincia saranno vincolati a una gestione dei rifiuti in house providing – ovvero con società a maggioranza o controllo pubblico – e in particolare attraverso Gea o Ambiente e Servizi. La decisione è stata assunta dall’assemblea dei sindaci dell’Ausir (autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti) dopo la mediazione del Comune di Pordenone. Non c’è stata unanimità, con i Comuni dell’area montana – undici – che si sono astenuti sulla delibera, ma hanno portato a casa un atto politico di tutti i 50 Comuni della provincia a favore della montagna.  Gli astenuti alla fine sono stati: Andreis, Aviano, Budoia, Maniago, Montereale, Sequals, Tramonti di sotto, Travesio, Vajont, Vito d’Asio, Vivaro. Il documento è passato con il 70,65% dei Comuni favorevoli. Critico Andrea Carli, di Maniago. «Arriviamo con poca condivisione su un tema centrale che condizionerà le 50 amministrazioni locali per i prossimi 15 anni. I Comuni che sono con Snua – ha sottolineato – non hanno avuto possibilità almeno di condividere lo scenario futuro: il metodo non è stato dei migliori». C’è anche una questione di merito per Carli: «Il bacino è provinciale e deve essere uguale sia per il servizio idrico che per i rifiuti e questo non mi trova d’accordo. È vero che le norme vanno rispettate, ma si possono anche modificare. Non ho nulla contro le municipalizzate e se gestite bene potrebbero rappresentare il miglior servizio, ma non credo che il regime di monopolio si traduca in miglior servizio al minor costo per i cittadini. Se sono convinto che la società unica sia la strada per l’acqua non credo che lo sia per i rifiuti». (F MV)


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Sanità: tagli e limitate risorse finanziarie

Anche se fosse eliminato il taglio dell’1 per cento sulla spesa sanitaria, la provincia di Pordenone potrebbe avere problemi per finanziare il personale. È quanto emerso nell’incontro convocato, come avviene ogni anno, dopo l’approvazione del Pal, il piano attuativo locale, con i sindacati e la direzione generale dell’azienda. Quanto previsto dal budget a disposizione dell’Aas 5 per l’anno in corso non è sufficiente per nuove assunzioni e per il mantenimento della situazione attuale e per questo, a fronte della situazione, è stata avviata una negoziazione aggiuntiva con la Regione. Sanità dunque ancora alle prese con i soldi in provincia di Pordenone, che non bastano mai. Anche ieri sono state confermate le esternalizzazioni delle Rsa di San Vito al Tagliamento e Azzano Decimo, dell’ospedale di Maniago e della sanità penitenziaria, pur se il problema non si risolverà con questa misura che consentirà di recuperare soltanto un limitato numero di lavoratori. E anche il paventato ritiro del taglio dell’1 per cento potrebbe non essere sufficiente per guardare ai prossimi mesi con tranquillità per quanto riguarda il personale. (f mv)

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Carenza di medici all’appello dell’Aas 5 ne mancano 53

È allarme medici all’Aas 5: all’azienda ne mancano 53 rispetto alla previsioni perché alcune figure non si trovano più. E le previsioni per gli anni a venire sono a tinte fosche. È il piano attuativo locale a mettere nero su bianco le preoccupazioni espresse in questi mesi da azienda, sindacati e ordine dei medici. Il piano lo fa con i numeri, che non possono essere contestati. «Per quanto riguarda il personale dirigente dell’area medica e veterinaria – si legge nel documento – si evidenzia che il dato di chiusura pari a 563 unità al 31 dicembre 2018 determina un saldo di meno 6 unità rispetto al 2017». Sembra poco, ma se il dato è confrontato con le previsioni del Pal 2018 la preoccupazione cresce: perché a quella data era prevista una dotazione di 616 medici. Quindi ne mancano 53. Le ragioni non sono imputabili né all’azienda né tantomeno alla Regione. Il problema della carenza dei medici si registra ormai in tutta Italia, in particolare per alcune specializzazioni. Con questa carenza in provincia di Pordenone si fanno i conti ormai da tempo: per questo sono stati esternalizzati i servizi medici dei punti di primo intervento di Sacile e Maniago e dell’ambulatorio “fast track” di ortopedia, affidati alla Croce verde di Mestre. (F MV)

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Bolzonello: «Si riapra la strada per il rifugio Pordenone”

La strada che porta al rifugio Pordenone, punto di partenza per il campanile della Val Montanaia, è interrotta a seguito del maltempo di fine ottobre. Rispondendo a una nostra interrogazione, la giunta regionale ha garantito che verrà riaperta in tempo utile per non compromettere la stagione turistica alle porte. Ora, auspichiamo la massima priorità dei lavori per evitare il rischio di perdere migliaia di turisti». A dirlo è il capogruppo del Pd, Sergio Bolzonello, che ha presentato un’interrogazione alla giunta Fedriga per conoscere l’entità delle risorse destinate alla riapertura della strada dalla Val Cimoliana e i tempi dei lavori. «La strada della Val Cimoliana – ricorda Bolzonello – riveste un forte carattere strategico dal punto di vista turistico. Per questo, è fondamentale che la sistemazione sia il più celere possibile». (F MV)

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Dopo le poste un altro servizio riduce gli orari: La Banca Friuladria di Claut aperta solo la mattina

La banca di Claut riduce l’orario di apertura. Lla filiale valcellinese di Friuladria Credit Agricole dopo il pensionamento dello storico direttore Andrea Tocchet, ridurrà il personale presente nella filiale. Lo sportello sarà aperto soltanto la mattina. Resta la possibilità richiedere la consulenza di un esperto dell’istituto che sarà in sede una volta alla settimana o su appuntamento. I vertici di Friuladria hanno spiegato che in questo modo potrà essere garantita l’efficienza del servizio e allo stesso tempo lasciare invariata l’offerta di sportello. Il mutamento di funzioni dell’ufficio di Claut e la sua dipendenza dal così detto “hub” di Maniago imporrà modifiche agli Iban dei conti correnti. «Anche questo passaggio prettamente burocratico non inciderà in alcun modo sulla popolazione e non creerà disguidi o intoppi», hanno rassicurato dal quartier generale di Pordenone i responsabili. Per il momento, dai Comuni dell’Alta Valcellina non giungono reazioni a questa piccola rivoluzione dopo anni di polemiche su tagli, disservizi e disinvestimenti in montagna. La realtà di Claut è infatti l’ultima rimasta in tutta la vallata, dopo la chiusura di alcuni bancomat periferici ritenuti troppo costosi da gestire. —

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