“Non potevamo non metterci a servizio del territorio – ricorda il presidente del PArco delle Dolomiti Friulane Grava Gianandrea, che ha concordato i vari passaggi con la Giunta che dallo scorso autunno lo sostiene nell’opera di coordinamento delle attività dell’area protetta -. L’esperienza acquisita in questi anni in campo ambientale è innegabile. Sono soddisfatto per l’adesione da parte dei sindaci e ringrazio il direttore Danelin e tutto lo staff per il lavoro che stanno portando avanti. Sussistono tuttora porzioni di territorio montano nelle quali deve essere effettuata una conta dei danni aggiornata”. Tra i risultati più significativi che sono stati conseguiti in questa corsa contro il tempo c’è la riapertura del Rifugio Pordenone, principale attività ricettiva al servizio delle migliaia di escursionisti che annualmente visitano la Val Cimoliana. Dalla prima settimana di giugno, è così nuovamente raggiungibile anche l’icona delle Dolomiti Unesco, il Campanile di Val Montanaia. Il riatto – per ora solo parziale – della viabilità si deve all’enorme sforzo del Comune di Cimolais che, con fondi propri, ha costruito una pista alternativa che permette il collegamento. Durante i lavori è emersa la tragicità degli eventi: svariati chilometri di arteria erano stati letteralmente divorati dalle acque impetuose.(F. L’Aquila)
CIMOLAIS EVENTI
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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