Maltempo, la piena del fiume s’è portata via la bomba sul greto ancora da disinnescare

Gli artificieri “beffati” da una bomba… d’acqua. Gli esperti dell’esercito che nei prossimi giorni avrebbero dovuto mettere in sicurezza il proiettile da mortaio rinvenuto nel greto del torrente Settimana, a Claut, sono stati anticipati dal maltempo. L’ondata di piena degli ultimi giorni ha infatti ingrossato il corso d’acqua e disperso tra la ghiaia il residuato. L’ordigno era riemerso tra i detriti due settimane fa mentre in zona numerosi turisti prendevano il sole in un’improvvisata spiaggia alpina. I bagnanti avevano notato uno strano luccichio in mezzo ai sassi, scoprendo di lì a poco che si trattava di un pericoloso manufatto utilizzato dai militari italiani fino agli anni Settanta.Per il momento non è possibile stabilire se la corrente abbia trascinato la bomba in una posizione comunque visibile dell’alveo o se il materiale inerte disceso da monte l’abbia seppellita nuovamente. Il livello del Settimana è infatti ancora molto alto e una prima ispezione al sito da parte dei carabinieri di Cimolais non ha permesso di appurare la reale situazione. (FMV)

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«Tariffe dell’acqua, i sindaci intervengano sulle bollette»

Questione acqua: utilizzare almeno la metà degli utili di bilancio per l’abbattimento delle bollette 2021 che potrebbero avere un impatto notevole sulle famiglie a causa del lockdown. Ma anche maggiori investimenti sulla rete e una riduzione delle tariffe decisa direttamente dai municipi. È un’autentica rivoluzione nel rapportarsi col gestore idrico Hydrogea, quella a cui sta pensando il consigliere comunale di Erto e Casso, David Pezzin: il giovane esponente della minoranza intende scrivere a tutti i sindaci che fanno parte della società idrica per proporre un cambio di rotta rispetto al passato nella gestione del comparto. Secondo Pezzin, il prossimo anno le fatture a carico dell’utenza potrebbe schizzare alle stelle. La prolungata permanenza in casa delle persone durante l’epidemia ha ovviamente spinto all’insù i consumi, con conseguente superamento degli scaglioni base: se scattassero effettivamente i rincari pensati per chi spreca massicciamente l’acqua, le bollette del prossimo esercizio potrebbero diventare decisamente salate per numerosi residenti. Da qui l’idea di usare una parte degli accantonamenti di bilancio per abbattere i costi. «È inaccettabile che un’azienda pubblica faccia utili a sei zero – ha detto Pezzin rivolgendosi ai colleghi primi cittadini dell’area montana e pedemontana –. Una società come Hydrogea deve chiudere a pareggio e rendere il servizio meno oneroso per la popolazione. Questo è il compito di chi svolge una missione collettiva. Poi vanno potenziati i lavori su rete e infrastrutture. Infine, le tariffe, che devono abbassarsi drasticamente: l’assemblea dei sindaci non deve più limitarsi a ratificare la proposta di adeguamento avanzata dall’azienda, ma stabilire autonomamente quanto far pagare l’acqua all’utenza». Il consigliere comunale di Erto e Casso ha parlato infatti di «una necessaria riappropriazione di poteri tra i soci che deliberano e il braccio operativo che esegue». —

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Assemblea della Pro Loco

Domenica 20.09.2020 avrà luogo l’Assemblea della Pro Loco di Cimolais come da avvisi sottoriportati. I soci in regola con il pagamento dela tessera potranno partecipare all’incontro

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Addio ad Albert Joubran amatissimo dai pazienti

La comunità pordenonese piange la scomparsa del medico di base Albert Joubran, 84 anni, . Il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Pordenone Guido Lucchini ha espresso la sua vicinanza ai familiari dei professionisti scomparsi.
Joubran è partito poco meno che ventenne dal Libano, il suo paese d’origine, per venire a studiare in Italia, grazie al sostegno dei suoi genitori. Si è laureato in storia, ha studiato poi teologia finché non ha scoperto la sua vera vocazione, la medicina, alla quale si è dedicato anima e corpo. Dopo lungo tempo ha trovato l’amore e la sua compagna di vita in Silvia, anche lei medico di professione. Si sono sposati nel 1985 e hanno avuto tre figli: Ernesto, Giulia e Francesco. Joubran ha curato i suoi pazienti nell’ambulatorio di Brugnera e prima ancora è stato medico di famiglia nella Valcellina, fra Barcis e Cimolais, lasciando un segno nei cuori così profondo che anche dopo la pensione i suoi vecchi pazienti lo cercavano spesso. Il dottore è sempre rimasto presente nell’affetto di tante famiglie. La figlia Giulia ha ricordato come mamma Silvia e papà Albert prendessero l’auto e andassero a far visita agli ex pazienti, che li chiamavano, anche dopo l’emergenza coronavirus, in virtù del rapporto di fiducia sedimentato nel tempo, per farsi misurare la pressione, ad esempio, ma era più un pretesto, per bere insieme un caffè e ritrovarsi. (F:MV)

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ANNULLATO dalla Pro Loco L’evento UNA MONTAGNA DI GUSTI

Il Presidente e il Direttivo della Pro Loco hanno comunicato con grande rammarico l’annullamento dell’evento UNA MONTAGNA DI GUSTI. Evento che da ormai 15 anni porta a Cimolais migliaia di persone. La normativa COVID non permette di replicare la manifestazione con le caratteristiche che ormai la contraddistinguono (pranzo nei cortili e fiera dei prodotti alimentari delle dolomiti Friulane). La prudenza nell’evitare la diffusione del contagio, così come era già successo a luglio con la marcia LA CIMOLIANA, hanno portato gli organi direttivi a prendere questa decisione, con l’augurio di un 2021 migliore

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Gara ciclistica Casut Cimolais

Si è disputata sabato scorso la 1ª Casut-Cimolais) – Tappa valida per il Giro Friuli junores. Un friulano in testa al Giro del Friuli Venezia Giulia juniores. Christian Danilo Pase (Work Service Romagnano) si è imposto, ieri, nell’arrivo in salita della seconda tappa, 114,5 km da Pordenone a Cimolais. Il pasianese (che ha dedicato la vittoria a Paolo Conte, il suo meccanico – ma anche di Sagan, Viviani e Cimolai – appena deceduto), ha preceduto in volata Leonardo Volpe (Autozai) e Samuele Bonetto (Giorgione) in 2h48’47”. Il primo acuto in categoria è di quelli che pesano per Pase, che oggi proverà a difendersi nell’ultima frazione, la Fontanafredda-San Daniele di 132,4 km (via alle 12.30): in classifica ha 3” di vantaggio su Berasi e 6” su Volpe.
Sul percorso tratteggiato dalla Sc Fontanafredda, organizzatrice dell’evento (valido come 31ª Casut-Cimolais), non è mancato lo spettacolo. Continui tentativi di fuga fin dall’inizio, ricuciti dal gruppo. L’azione decisiva si registra a 4 km dall’arrivo: in cinque si riportano sulla coppia di testa, Michele Berasi (Ausonia) prova ad andarsene, ma nel finale ad averne di più è Pase. Oggi proverà a riscrivere la storia: nessun friulano ha mai vinto il Giro del Fvg juniores. —

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Al via domani Dolomiti d’autore La montagna tra cultura e cibo

Alle 18 di domani al rifugio Pordenone parte Dolomiti d’autore, la nuova rassegna promossa dal Comune di Cimolais e realizzata da #PordenoneViaggia nell’ambito di Dolomiti days 2020, progetto dell’Uti delle Valli e Dolomiti friulane con il sostegno della Regione. In questo periodo di particolare difficoltà socio-economica, la rassegna nasce per promuovere e sostenere le attività di montagna che sorgono nei luoghi incontaminati facenti parte delle Dolomiti patrimonio Unesco. Tutti gli eventi saranno a capienza limitata e prenotazione obbligatoria, nel rispetto delle normative Covid. Gli eventi porteranno grandi ospiti, tra le Dolomiti friulane, in particolare tra rifugi, locali e ristoranti di Cimolais. Tre date nelle quali le presentazioni si trasformeranno in vere e proprie cene con gli autori. Sabato appuntamento con Di asini e di boschi, con Alfio Scandurra, che presenterà il suo nuovo libro edito da Edicilo editore. Modera Selene Millo di La luna turismo essenziale. Per quanto riguarda l’opera, seguendo la linea delle orecchie di Fiocco, puntate verso l’orizzonte, Alfio ha iniziato a vedere il mondo in modo diverso. A saper rallentare, a non darsi una meta, a “perdere tempo”, perché il tempo senza aspettative dilata la ricchezza interiore, ad abbandonarsi nei boschi senza paura, a volte fuori dai sentieri battuti, immergendosi nella bellezza della natura, riallineandosi con il lato selvatico. Dopo la chiacchierata con l’autore, spazio alla cena con menù ad hoc: spatzli alle ortiche, conditi con panna e speck, piatto del Rifugio Pordenone, ossia frico e pastin in umido con polenta e verdure e cioccolatino del Campanile. Scandurra è nato a Pordenone da genitori siciliani, da sempre è appassionato di sport e natura e da alcuni anni ha cominciato a fare lunghi viaggi a piedi in Friuli in compagnia del suo asinello Fiocco, immergendosi nella natura. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a rifugio.pordenone@yahoo.it o chiamare lo 0427-87300.

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I primi risultati dell’indagine di ministero e Istat: 12 mila friulani hanno sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2

Sono 12.534 le persone residenti in Friuli Venezia Giulia (l’1 per cento della popolazione) che hanno sviluppato gli anticorpi per il SarsCov2. Quelle che sono entrate in contatto con il virus sono dunque quatto volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia attrraverso l’identificaziobe del Rna virale. Sono i primi risultati dell’indagine di sieroprevalenza sul sarsCov2 illustrati da ministero della Salute e Istat.I risultati della campagna dei test sierologici sono “provvisori” e sono relativi a livello nazionale a 64.660 persone che hanno effettuato il prelievo e il cui esito è pervenuto entro il 27 luglio.

La conduzione della campagna in condizioni emergenziali non ha permesso di raggiungere completamente la popolazione da profilare originariamente programmata del campione, e pari a 150mila soggetti. Tuttavia le tecniche adottate hanno permesso la produzione di stime coerenti. sia con i dati di contagio e mortalità sia con risultati di indagini condotte a livello locale in alcune realtà del paese. Non emergono differenze significative per quanto riguarda il genere. (f mv)

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«Carli si rassegni a due Comunità di montagna»

«Dopo il fallimento delle Uti, a causa di una condivisione solamente di facciata, l’unica via da percorrere è quella delle due Comunità di montagna. Non ci sono scuse, neanche quella della gestione e del futuro del Parco delle Dolomiti friulane, che è nato con ben tre Comunità montane e ha sempre funzionato». Non ha dubbi, il sindaco di Erto e Casso, Fernando Carrara: la via da percorrere è quella di un doppio ente, «al di là di quello che pensano gli otto sindaci a favore di un’unica Comunità».
Il primo cittadino del comune della Valcellina vuole togliersi, ancora una volta, qualche sassolino dalla scarpa col presidente dell’Uti delle Valli e Dolomiti friulane Andrea Carli, sindaco di Maniago, al quale non ha mai risparmiato duri commenti sulla gestione dell’Unione. Questo, a differenza di altri amministratori che, a detta di Carrara, non hanno invece mai detto in faccia a Carli ciò che pensano realmente: lui né teme il confronto diretto né risparmia affondi. «Mi fa sorridere che Carli sia tra gli otto sottoscrittori del documento a favore di un’unica Comunità di montagna e che invochi la condivisione: proprio lui che in questi anni, da presidente dell’Uti, non ha fatto altro che creare divisioni tra amministratori e disparità tra territori – sottolinea Carrara –. È chiaro che, quando parla di condivisione, non intende sedersi a un tavolo e confrontarsi, ascoltando tutti, ma accettare ciò che pensa lui e farselo andare bene. Per anni ha voluto essere al centro del mondo e ha effettuato scelte con arroganza, vedi la questione della presidenza del Nip, incarico conferito a chi ha voluto lui, senza minima considerazione dei rappresentanti dei Comuni fondatori del consorzio, ossia Vajont ed Erto». «Il potere logora chi non ce l’ha – conclude –. Carli ora teme per la poltrona: troppo comodo chiedere adesso di condividere, quando sinora è stato fatto tutto il contrario». Carli, comunque, ha ammesso più volte di avere sbagliato diverse cose, ma per Carrara «il ravvedimento è fuori tempo massimo». —

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Proiettile inesploso tra i sassi del torrente affollato di bagnanti

Un proiettile da mortaio inesploso è stato rinvenuto da alcuni villeggianti che stavano prendendo il sole nel greto del torrente Settimana, a Claut. La corrente ha spinto in superficie l’involucro arrugginito, rendendolo ben visibile tra i sassi. Sul posto è subito intervenuta la squadra di protezione civile e antincendio coordinata da Luigi Di Daniel. I volontari stavano già pattugliando l’area, perché da mesi è in corso un’operazione di controllo del territorio contro gli assembramenti di escursionisti e le effrazioni alle case sfitte. Sono stati quindi fatti allontanare i turisti che in quel momento affollavano il tratto di alveo. Dopo poco sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Cimolais, che a loro volta hanno allertato gli artificieri dell’Esercito. Una prima ispezione con i metal detector nelle vicinanze ha permesso di escludere la presenza di altre bombe. Il sito è stato transennato e sono stati posti cartelli che invitano a non toccare il pericoloso materiale bellico. Da una prima ricostruzione dell’accaduto, il proiettile sarebbe di fabbricazione nazionale e risalirebbe agli anni Settanta. Per lungo tempo l’Esercito ha infatti gestito un poligono di tiro lungo l’asta del Settimana. Il punto di sparo si trovava in località Gravon de Giaeda, a circa due chilometri più a monte rispetto al luogo del rinvenimento. La zona è stata più volte battuta alla ricerca di reperti inesplosi. Molti di questi sono però finiti a grandi profondità tra le ghiaie del corso d’acqua, restando sepolti fino a che il maltempo non li trascina a fondovalle e li riporta in superficie. In una prima fase si era pensato a un residuato della Prima o Seconda guerra mondiale. visto che Claut è stata in entrambi i casi teatro di violenti scontri fra le truppe. Tanto che ancor oggi tra i boschi della valle ci si può imbattere in oggetti bellici di produzione austroungarica, nazista e italiana. —(FMV)

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Il Sindaco di BArcis, Traina, protesta oltre che per ma mancanza dei servizi medici anche per la mancanza del servizio di polizia municipale

Sulla stessa linea d’onda dei colleghi Sindaci della Valcellina, Claudio Traina, Sindaco di Barcis ha protestato per le carenze di medici, ma anche di agenti di polizia verificatesi nelle ultime ore. «In tempi delicati come quello che stiamo vivendo bisognerebbe investire di più nella salute e nella sicurezza, ma entrambi i comparti in Valcellina zoppicano», ha detto il primo cittadino di Barcis, evidenziando come non sia facile nemmeno far rispettare il distanziamento sociale e l’uso della mascherina tra gli escursionisti senza un potenziamento delle forze dell’ordine. — (fmv)

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Scivola sul sentiero Anziana all’ospedale

Dieci tecnici della stazione Valcellina del Soccorso alpino e speleologico sono intervenuti nell’area all’interno del Parco faunistico Pianpinedo a Cimolais per prestare soccorso a M.B., 73 anni, di Pordenone, scivolata scendendo un sentiero.
L’anziana si trovava in visita al parco assieme al nipote. L’infortunio è avvenuto sul sentiero che proviene da uno dei belvedere: nella scivolata la pordenonese si è procurata una probabile frattura alla caviglia. Non riuscendo più a camminare, ha contattato col telefonino il Parco per chiedere aiuto. A prestarle i primi soccorsi un tecnico del Soccorso alpino che lavora nell’area, il quale ha avvisato i 112, ricevendo rinforzi. La donna è stata imbarellata e trasferita nell’ambulanza. — (f MV)

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