Vigili del fuoco volontari Stanziati 1,7 milioni per la sede

Potrebbe diventare realtà nel giro di pochi mesi il nuovo distaccamento dei vigili del fuoco volontari dell’Alta Valcellina: la Regione ha infatti stanziato 1,7 milioni di euro per l’adeguamento di un capannone industriale a Pinedo, garantendo fin da subito 950 mila euro.

Il contributo è stato inserito nella Legge finanziaria approvata prima di Natale e vede come diretto beneficiario il municipio di Cimolais, proprietario dell’immobile. I sussidi saranno materialmente garantiti dall’assessorato alle foreste guidato da Stefano Zannier e consentono un’eventuale anticipazione delle spese da sostenere. Lo scorso novembre era stato il consiglio comunale di Cimolais a richiedere all’unanimità l’attivazione di una sede di pronto intervento per rispondere in tempo reale alle richieste di soccorso in Valcellina e Val Vajont.

L’edificio da ristrutturare sorge in un’area strategica in quanto posta letteralmente a cavallo tra i territori di Cimolais e Claut. «Da qui si potrebbe dare seguito in pochi minuti alle chiamate di allerta dell’intera vallata, salendo fino a Erto e Casso piuttosto che dirigendosi a sud in direzione di Barcis e Andreis» ha spiegato al proposito il sindaco Davide Protti. Dello stesso avviso la Regione che riconosce la validità del progetto e ipotizza una prima domanda di sostegno economico da parte dell’amministrazione di qui al prossimo 30 giugno. Prima bisognerà ottenere il nulla osta della direzione provinciale del 115 ma anche questa strada sembra spianata: lo scorso 4 dicembre, in occasione della festività di Santa Barbara, il comandante Giorgio Basile e lo stesso Zannier hanno infatti manifestato parole di apprezzamento per l’idea. Tanto che appare scontata la firma in tempi brevi di uno speciale protocollo di intesa con il Ministero dell’interno per la condivisione di spazi e servizi. Una volta ricevuta l’istanza formale del Comune e l’allegata bozza di convenzione con il comando locale, gli uffici regionali verseranno a Protti la prima tranche del finanziamento. Il secondo assegno sarà staccato nel 2027 a lavori ultimati.

Da tempo in Valcellina si denunciano i pericoli legati alla lontananza fisica dai principali presidi di pubblica sicurezza.

In caso di infortunio o di incidente, i mezzi operativi disponibili devono salire in zona da Maniago o da Pordenone. — fmv

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TANTI AUGURI DI UN FELICE 2026

A tutti i nostri lettori TANTI AUGURI DI UN FELICE 2026 da THIMOLEI

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Partecipate del Municipio Snellimento concluso

Razionalizzare le partecipazioni in società esterne e ridurre le spese di gestione non necessarie: con queste parole d’ordine, da anni, il sindaco di Cimolais Davide Protti ha sforbiciato le quote detenute in aziende che operano per conto del municipio. Ora l’iter pare quasi completato. Le uniche a “salvarsi” sono state Gea e Hydrogea, giudicate indispensabili per lo sviluppo del territorio.

Diverso il discorso per Atap. L’azienda vedrà garantita anche in futuro la collaborazione di Cimolais, ma resta sul tappeto l’opzione della cessione non appena le condizioni del mercato dovessero manifestarsi convenienti. Infine la cooperativa dell’albergo diffuso: in passato la partecipazione si è ritrovata sul punto di essere dismessa.

Oggi la sigla che aumenta la ricettività di visitatori e comitive nel Parco delle Dolomiti friulane viene considerata importante per lo sviluppo . — fmv

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Scossa di terremoto Residenti preoccupati

Una breve scossa preceduta da un boato sordo che ha inquietato non poco la popolazione di Claut e dintorni: lo spettro dell’Orcolat ha fatto la propria ricomparsa in Valcellina. Il terremoto è stato localizzato dall’Istituto nazionale di vulcanologia lungo le sponde del torrente Cellina con una magnitudo di 3 gradi Richter e una profondità di dieci chilometri. Questa volta il sisma è stato percepito nitidamente dalla popolazione. A differenza degli ultimi episodi, l’evento è stato individuato a meno di un chilometro dall’abitato.

Nessun danno a cose o persone, ma tanta paura per quello che è ormai un habituè della zona. Nel sottosuolo di Claut risulta infatti attiva una delle faglie più monitorate del Nord Europa e tale da provocare significative scosse nel tempo. L’ultima di rilievo risale al 14 ottobre, ma in quel caso il movimento tellurico passò quasi inosservato: la lontananza dell’epicentro, situato alle pendici del Col delle Pitte, aveva permesso alle onde di disperdersi gradualmente. Non così venerdì sera quando in tanti si sono coricati temendo improvvisi risvegli notturni. Gli esperti invitano comunque alla calma in quanto quelle registrate negli anni rappresentano delle normali attività sismiche per l’area. Il sito comprende un vasto comprensorio alpino che dall’Alpago si estende fino alla Forcella Clautana e alla Val Tramontina. —

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Dalla Carnia al Pordenonese Con la riforma del governo tagliati i Comuni montani

Mai come in queste ultime settimane l’altimetro è diventato uno strumento a uso e consumo dei politici e degli amministratori pubblici. Lo attivano per verificare se i Comuni montani sono situati a oltre 500 o 600 metri di distanza dal livello del mare. Il dato è determinante per le località della Carnia, delle Valli del Natisone o del Pordenonese e persino per Trieste che con il Carso rientra tra i Comuni parzialmente montani. Le località situate al di sotto di questi limiti rischiano di perdere lo status che, in alcuni casi, facilita, anche alle imprese presenti sul territorio, l’accesso ai contributi statali e a sgravi previdenziali. La legge, invece, non entra nel merito dei finanziamenti regionali che, a prescindere dalle altitudini, possono seguire percorsi diversi. Lo prevede la bozza di decreto attuativo della nuova norma sulla Montagna entrata in vigore lo scorso settembre, proposta dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, il leghista Roberto Calderoli, e rinviato dalla Conferenza delle regioni. L’auspicio della Conferenza presieduta da Massimiliano Fedriga è quello di «arrivare a un approfondimento con il governo sul testo che modifica i requisiti dei Comuni montani e che ha avuto tempi troppo ristretti per essere esaminato dalle Regioni». FMV

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30′ Pordenone Music Festiva- Concerto in chiesa a Cimolais

Il duo Covalent con Elena Baronio e Marco Pezzotta si esibiranno in Chiesa a Cimolais il 26 dicembre alle ore 16.00

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Rassegna cinematografica Natalizia a Cimolais

Rassegna di cinema di Natale per grandi e piccini a Cimolais presso la Sala polifunzionale

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Brindisi di Natale a Cimolais

Organizzato dall’amministrazione Comunale BRINDISI DI NATALE in piazza dalle ore 22.00 con musica dal vivo

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TANTI AUGURI DI BUON NATALE

A tutti i nostri lettori e lettrici

AUGURIAMO

UN FELICE NATALE IN PACE E SERENITA’

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Laboratorio di Giochi popolari

Verrà realizzato nella sala polifunzionale il laboratorio per giochi popolari organizzato dal Comune di Cimolais

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Celebrazioni liturgiche a Cimolais durante il periodo di Natale

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Contenere la presenza dei lupi» L’appello firmato da 12 sindaci

Problemi di sicurezza legati alla presenza di lupi vicino ai centri abitati, che continuano a compiere incursioni e a decimare bestiame: i dodici sindaci dei Municipi che fanno parte della Magnifica comunità di montagna, da Caneva alla Val Tramontina, passando per la Valcellina, dicono sì al documento elaborato dal primo cittadino Giampaolo Bidoli (Tramonti di Sotto) per chiedere interventi per risolvere una situazione che si protrae da tempo. L’atto sarà trasmesso a Regione, Prefettura, Uncem e alle altre Comunità di montagna friulane.

«Rimarchiamo preoccupazione e disappunto per l’attuale situazione: consideriamo la presenza del lupo in prossimità di centri abitati e aree maggiormente antropizzate un fattore negativo per sviluppo e mantenimento sostenibile del territorio – hanno spiegato i sindaci –. È necessario che la Regione individui e utilizzi gli strumenti oggi disponibili, tutelando la sicurezza pubblica e le imprese agricole già gravemente danneggiate».

Negli ultimi mesi anche nel territorio della Magnifica comunità è cresciuta in modo significativo la preoccupazione per la presenza del lupo, con numerosi episodi di attacchi riportati da allevatori, residenti e associazioni rurali. «Episodi che vanno ben oltre la normale predazione su fauna selvatica e che stanno incidendo profondamente sulla sicurezza percepita e sulla tenuta economica delle aziende agricole di collina e montagna», hanno messo in evidenza i primi cittadini.

Ma cosa chiedono nel concreto gli amministratori? «In primis monitoraggio e valutazione della popolazione di lupi con un sistema di controllo e mappatura continuo e più rigoroso – hanno chiarito –. Quindi misure di prevenzione, gestione e sicurezza per proteggere i cittadini, il bestiame e gli animali d’affezione. Bisogna anche organizzare campagne di informazione rivolte alla cittadinanza». Pure il tema economico è di primaria importanza, considerato il prezzo da pagare per i danni. «Chiediamo inoltre di discutere un piano di indennizzi per gli allevatori colpiti da attacchi di lupi – hanno aggiunto –, con criteri di valutazione chiari e tempestivi e di promuovere programmi di prevenzione per allontanarli dalle aree agricole».

Tra le istanze figurano pure l’intervento alle autorità regionali e nazionali per la gestione della popolazione di lupi e per la definizione di piani di gestione sostenibile che contemperino la tutela dell’animale con la sicurezza delle comunità locali. «Sarebbe infine opportuno – hanno concluso gli amministratori – definire protocolli di intervento in caso di avvistamento o attacco di lupi vicino ai centri abitati, includendo il coinvolgimento delle autorità locali, dei servizi veterinari e delle forze dell’ordine». fmv

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