CORRISPONDENZA A GIORNI ALTERNI NEI PICCOLI COMUNI E IN MONTAGNA: GOVERNO SOSPENDE ATTUAZIONE

Dopo la mobilitazione dei parlamentari aderenti all’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, di numerosi Comuni montani, dell’Uncem e di alcuni settimanali contro il nuovo piano di distribuzione della corrispondenza a giorni alterni nei centri più piccoli e nelle aree montane, interviene Palazzo Chigi stoppando Poste Italiane. Rimandato, infatti, il via dopo la fine dell’anno e solo a seguito di una verifica sui volumi reali di corrispondenza . L’intervento del Governo conferma che  che il nuovo piano di distribuzione dei Poste andava a creare diversi livelli di cittadinanza, penalizzando fortemente chi vive nelle zone rurali e montane. Sarebbe aumentato il divario con chi abita nei centri urbani, dove addirittura la corrispondenza, lettere e giornali, sarebbero arrivati due volte al giorno. Con questa sospensione decisa dal governo, si aprono le prospettive per garantire quel diritto di cittadinanza fondamentale sancito dalla Costituzione, che esprime l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini. Tornare indietro rispetto a questi diritti comprometterebbero coesione e sussidiarietà che sono, in particolare per le zone montane fondamentali. Nella speranza che si risolva, a breve, anche il problema degli orari delle poste di Cimolais, garantendo a chi lavora di usufruire del servizio, senza dover obbligatoriamente richiedere permessi (ripristinando, ad es. il sabato!).

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