La scure dell’aumento dei prezzi si abbatte sui piccoli Comuni, e Cimolais non fa eccezione: l’amministrazione guidata dal sindaco Davide Protti ha pagato 8 mila euro in un colpo solo per l’acquisto del gasolio da riscaldamento necessario a immobili municipali, ambulatorio, ufficio postale e sala polifunzionale. «E il peggio potrebbe ancora arrivare, trattandosi di una somma presunta, legata cioè all’effettivo andamento del clima», ha commentato il sindaco.La speranza è che i consumi si mantengano bassi e che al prossimo approvvigionamento il combustibile sia sceso di costo. «Abbiamo dato disposizioni a dipendenti, collaboratori e associazioni di essere parsimoniosi nei limiti del possibile, ma non possiamo trascurare il fatto che l’inverno da noi è più freddo e lungo che altrove», ha aggiunto.Il Comune ha ricalcolato anche un’altra voce. Questa volta, a chiedere oneri maggiori rispetto a quanto preventivato all’inizio è il cantiere di Pian Pagnon. La sistemazione idraulica del letto del Cimoliana peserà sulle casse municipali per 60 mila euro in più di quanto ipotizzato. Una parte dei rincari saranno coperti dai ribassi d’asta: l’impresa appaltatrice aveva proposto un prezzo finale più basso ed è stato così possibile attingere da questo risparmio per pagare i materiali.L’ingegner Diego Peressinotti ha colto l’occasione per modificare il progetto e adeguarlo alla nuova situazione del Cimoliana emersa durante un recente sopralluogo al sito. I muraglioni di protezione spondale richiederanno fondamenta in cemento armato più profonde.La variante in corso d’opera non inciderà sulla tempistica: l’impresa Gipigi di Claut è già operativa con ruspe e camion fmv
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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