Il rinnovato Giro del Friuli, diventata la corsa a tappe più importante della regione a seguito del tramonto del giro internazionale dei dilettanti, ha svelato i percorsi: la prima tappa, che assegnerà il Gran premio Comune di San Giorgio della Richinvelda, venerdì proporrà otto giri di un circuito pianeggiante con partenza e arrivo a Rauscedo e attraversamento dei centri abitati di San Giorgio, Aurava e San Martino al Tagliamento.La banalità del tracciato non è garanzia di arrivo compatto: gli 83 km di una gara per juniores nascondono sempre insidie e sorprese. La partenza è alle 16.30. Sabato 28 maggio si ritornerà sul traccito della Casut-Cimolais, con l’attraversamento della Valcellina un po’ spettacolare. È la Contri Autozai la squadra da battere al 14º Giro del Friuli Venezia Giulia. La corsa nazionale, tornata alla formula a tappe per la rodata regia organizzativa del Fontanafredda e valevole per la challange Provincia di Pordenone, vede nella corazzata veronese la formazione più attrezzata a splendere da venerdì a domenica. I km da superare sono 103,7, la partenza è alle 13.30. La frazione più impegnativa sarà la terza (Gran premio Città di Maniago). La città delle coltellerie ospiterà partenza (alle 10.30) e arrivo inframmezzati da tre giri del circuito Maniago – Meduno – Navarons – Bivio Frisanco – Maniago – Maniagolibero – Maniago con tre gpm per ogni passaggio a Frisanco e due traguardi volanti a Maniago.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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