Terremoto di magnitudo 1.9 Scossa avvertita dai residenti

Un terremoto di poco inferiore ai 2 gradi Richter è stato percepito nitidamente in Alta Valcellina alle 23.15 di domenica scorsa. L’epicentro è stato localizzato tra i boschi di fronte alla chiesa di San Giorgio e alla piazza centrale del paese, al di là del greto del Cellina. Un evento analogo, ma di 3 gradi Richter, si era propagato proprio da qui alle 21.45 dello scorso 19 dicembre.

A Claut muri e mobili hanno vibrato per qualche secondo mentre nella limitrofa Cimolais si sono avuti effetti meno forti: la popolazione ha riferito di un boato sordo dal sottosuolo ma nulla di più. È proprio questo l’aspetto più curioso dell’episodio, uno dei tanti a cui la fascia compresa tra la Valcellina, l’Alpago e la Carnia sono ormai abituate da decenni. Pur essendo la magnitudo inferiore rispetto al passato, tutti hanno subito ben compreso cosa stesse succedendo. Non così lo scorso 14 ottobre con un movimento tellurico alle pendici del Col delle Pitte e una potenza pari a 2.5 Richter: a causa della distanza dai principali centri urbani e dell’orario pomeridiano, in autunno il sisma è passato praticamente inosservato.

È andata diversamente l’altra sera, complice anche l’assenza di rumori esterni in grado di attutire il forte colpo proveniente da sottoterra. «Ho pensato a un furgone o a un veicolo con la marmitta rotta, ma ho capito che non era così quando il botto è cessato improvvisamente», ha detto il sindaco di Cimolais Davide Protti. Il quale non si è spaventato più di tanto vista la costanza con cui negli anni l’Orcolat ha bussato alle porte della vallata. A Claut la scossa ha fatto tintinnare i bicchieri e oscillare i lampadari, pur limitandosi a una manciata di istanti. Numerosi abitanti hanno immediatamente riversato paure e commenti sui social, raccontando le rispettive esperienze. Più di qualcuno ha evidenziato come il terremoto delle 23.15 non fosse stato nemmeno annotato nel sito dell’Istituto nazionale di vulcanologia, aggiornato in tempo reale 24 ore su 24. Si è però accertato che l’Ingv archivia sì tutte le scosse italiane, ma pubblica in automatico solo quelle superiori a magnitudo di 2 punti. L’evento in questione si è invece fermato a pochi decimi sotto la soglia minima. Per conoscerne i dettagli si è resa necessaria una speciale richiesta online, modificando i parametri di ricerca internet. Solo a quel punto è stato possibile sapere come l’episodio sia partito dalle rive del Cellina opposte al cuore del paese.

Il fenomeno è scaturito ai piedi del Col di Masiera a una profondità di 9 chilometri, in un’area impervia e priva di elementi antropici. Ovvero la fotocopia di quanto successo la sera del 19 dicembre. Il luogo dista meno di un chilometro in linea d’aria dalla chiesa di San Giorgio. Dopo qualche ora un altro segnale di attività è stato constatato nelle viscere della Carnia, un sito altamente sismico e collegato alla Forcella Clautana attraverso la Val Tramontina. fmv

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