Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso dei dodici Comuni friulani: gli uffici postali, chiusi dal primo luglio dell’anno scorso in altrettante frazioni, vanno riaperti.
La sentenza è stata pubblicata martedì e dovrebbe garantire la riapertura degli uffici nelle frazioni di Carpacco in Comune di Dignano; di Ciconicco in Comune di Fagagna; di Ospedaletto in Comune di Gemona; di Maniago; di Percoto in Comune di Pavia di Udine; di Ipplis in Comune di Premariacco; di Rodeano in Comune di Rive D’Arcano; di Perteole in comune di Ruda; di Lestans in Comune di Sequals; di Ramuscello Comune di Sesto al Reghena; della frazione di Terzo del Comune di Tolmezzo e di Cisterna del Comune di Coseano. La sentenza decreta che non bisogna fermarsi a regole generali ma, che per ogni ufficio che si desidera chiudere necessita una istruttoria particolare dare le adeguate motivazioni; tra queste anche l’agevole accessibilità agli uffici limitrofi. Il Tar inoltre ha preso atto che non c’è stata concertazione con gli Enti Locali al contrario di quanto scritto nel carteggio con Poste. Chiusure effettuate quindi senza accordi. L’auspicio è che la sentenza venga applicata anche a Cimolais dove la chiusura dell’ufficio postale, in particolare nella giornata di sabato, stà creando un disservizio in particolare ai lavoratori che devono chiedere permessi per accedere all’ufficio postale.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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