Un anno dopo Vaia le cose sono radicalmente cambiate e grazie al notevole sforzo del personale dell’Ente c’è stata una svolta nelle procedure per l’attribuzione degli appalti per poter chiudere questa brutta pagina per la montagna friulana. Ho ricevuto in questi mesi gratificanti attestati di stima da parte degli amministratori dei Comuni interessati dalla devastazione della tempesta, i quali mi hanno riferito che senza il supporto del Parco probabilmente, a causa del loro personale ridotto all’osso, non sarebbero nemmeno riusciti a concludere gli iter. Siccome non ho avuto alcun merito in questa vicenda, approfitto di queste righe per ringraziare il personale dell’Ente che ha lavorato in maniera incessante, e sottoposto a notevole pressione, per far fronte alle impellenti e improrogabili scadenze riuscendo a soddisfare le richieste di tutti i Comuni. Staff magistralmente coordinato dal Direttore Graziano Danelin. Sempre a proposito di Vaia, tra le mille attestazioni di solidarietà che sono giunte in questi dodici mesi – e a cui, indistintamente, va il nostro grazie più sincero -, mi piace ricordare l’affettuoso sostegno dell’associazione NIMDVM di Trieste, che ha generosamente contribuito con una raccolta di fondi che poi ci ha recapitato nel corso di un incontro in cui ci ha trasmesso tutto il calore dei propri soci.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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