Nel venerdì in cui il Friuli Venezia Giulia raggiunge il record dei decessi quotidiani – 28 in un giorno di cui 15 nell’ex provincia di Udine – e supera nuovamente i mille casi in 24 ore, anche se pure ieri vanno annotati 147 contagi registrati in cliniche private della regione e non contabilizzati in precedenza, Massimiliano Fedriga pensa all’istituzione di una serie di zone rosse nelle aree più colpite dal virus e, per la prima volta, punta il dito contro la popolazione cui chiede più attenzione e maggiore sensibilità.I dati, d’altronde, sono sotto gli occhi di tutti e spiegano come il Friuli Venezia Giulia, pur affrontando la pandemia in maniera migliore rispetto ad altre zone d’Italia, negli ultimi giorni sia andato incontro a un peggioramento, netto della propria situazione interna. Ieri la regione ha superato la soglia critica del 30% delle Terapie intensive occupate da pazienti Covid e ha, di fatto, raggiunto anche il limite del 40% dei letti nei reparti di non emergenza. Non soltanto, però, perché il Friuli Venezia Giulia – che per il momento resta in zona arancione – ha ricevuto anche un avvertimento da parte del Comitato-tecnico scientifico secondo il quale per la nostra regione, al pari di Veneto e Molise, la classificazione del rischio è «moderata», ma con un’alta probabilità «di progressione a rischio alto». Per questo «raccomanda alle autorità sanitarie delle tre Regioni» di «valutare la possibilità di adozione di ulteriori misure di mitigazione. (FMV)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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