Grato per esser stato scelto come capofila del maxi piano di intervento, ma pronto a rivendicare anche altre priorità, come il secondo ponte per bypassare il centro abitato: il sindaco di Barcis, Claudio Traina, è soddisfatto, all’indomani del vertice con l’assessore regionale Fabio Scoccimarro e i colleghi della Valcellina.L’incontro è servito a lanciare il cosiddetto laboratorio Valcellina, un grande progetto di sghiaiamento e di ripristino della funzionalità idraulica dell’omonimo torrente e degli affluenti. In questo senso, Barcis sarà il Comune coordinatore, con un primo contributo regionale di 50 mila euro per organizzare il tavolo tecnico che dovrà decidere dove, come e quanto scavare in alveo.«Ho ricordato che l’intera ex statale 251 della Valcellina-Val di Zoldo ha bisogno di sistemazioni e manutenzioni straordinarie, se vogliamo farvi transitare i camion di inerti – ha puntualizzato Traina a margine dell’assemblea -. Per quanto riguarda il paese di Barcis, abbiamo urgente necessità di un secondo viadotto su cui dirottare il traffico pesante dopo quello inaugurato nel 2021 a ridosso della diga».«Ringraziamo l’esecutivo Fedriga della fiducia – ha aggiunto il sindaco Traina – e sappiamo che la giunta regionale non mancherà nemmeno nel prossimo futuro di essere attenta alle necessità della montagna pordenonese. Poi c’è il problema del concessionario del lago: anche i privati che utilizzano le risorse naturali devono compartecipare al progetto». Ha infine ribadito che un’asportazione sistematica di sassi dai greti impone prima di tutto «la sicurezza di abitanti e immobili». Ora, il laboratorio Valcellina si metterà al lavoro cercando di capire quale tra le soluzioni tecniche ipotizzate dall’ingegner Nino Aprilis sia più adatta. fmv
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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