L’Ente Parco Dolomiti Friulane, su iniziativa dell’allora Presidente Gianandrea Grava, ha voluto omaggiare, nell’ottobre scorso, tutti i Gruppi Alpini della Sezione di Pordenone con delle tovagliette promozionali che riportano la cartina dell’area protetta più grande del Friuli Venezia Giulia, con i suoi dieci comuni divisi in due province.
È un’iniziativa che era stata da tempo concordata con il delegato della Valcellina degli Alpini di
Pordenone, Danilo Parutto. Le tovagliette potranno essere utilizzate nelle occasioni di incontro organizzate dalle Penne Nere. L’attuale situazione di pandemia ha consentito questo omaggio solo durante l’annuale assemblea dei presidenti dei 72 Gruppi Alpini della Sezione di
Pordenone, svoltasi nella sede del Gruppo di Fiume Veneto che dispone di un’ampia sala che ha permesso di ospitare i convenuti secondo le disposizioni di emergenza sanitaria: il Direttore del Parco, Graziano Danelin, per conto del Presidente Grava, ha consegnato le tovagliette ad ogni Gruppo Alpino della Sezione di Pordenone.
Il Presidente della Sezione Ilario Merlin ed il Consigliere Nazionale Romano Bottosso, insieme al delegato della Zona Valcellina, Danilo Parutto, hanno ringraziato il Parco Dolomiti Friulane per il dono ricevuto.
Nell’occasione si è ricordato l’impegno profuso dall’Ente Parco per ripristinare e mantenere il percorso della “Strada degli Alpini”, realizzata dall’8° Reggimento Alpini tra il 1910 e il 1912, luogo che ha visto lo svolgersi della nota “Battaglia di Forcella Clautana” durante la ritirata nel novembre del 1917.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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