Le curve che fotografano l’evoluzione dei contagi sono tutte in crescita, ma proprio dai numeri si ricavano indicazioni preziose per capire quali strade devono essere battute in questa nuova guerra contro il Covid.
«Rispetto a questa primavera i positivi vengono individuati prima e tutto ciò consente di circoscrivere parte dell’effetto del virus – commenta il professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università di Udine – . Trovare presto un positivo consente di curarlo subito e di limitare i contagi. Ecco perché adesso ci sono pochi casi gravi. La situazione delle terapie intensive è per fortuna completamente diversa da quella drammatica di questa primavera».Le curve che fotografano l’evoluzione dei contagi sono tutte in crescita, ma proprio dai numeri si ricavano indicazioni preziose per capire quali strade devono essere battute in questa nuova guerra contro il Covid.
«Rispetto a questa primavera i positivi vengono individuati prima e tutto ciò consente di circoscrivere parte dell’effetto del virus – commenta il professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università di Udine – . Trovare presto un positivo consente di curarlo subito e di limitare i contagi. Ecco perché adesso ci sono pochi casi gravi. La situazione delle terapie intensive è per fortuna completamente diversa da quella drammatica di questa primavera».(f Mv)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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