Il governatore Massimiliano Fedriga e il vice Riccardo Riccardi hanno annunziato cche ci sarà uno screening massiccio nei comuni più colpiti, su base volontaria, dall’altro restrizioni valide per tutto il Fvg. “Il contagio sta colpendo in particolare il Friuli, rispetto alla prima fase dove la più colpita era stata Trieste, ed è molto diffuso, anche nei piccoli centri”, ha spiegato Fedriga. In conferenza stampa il presidente ha detto “Sono con noi oggi per questo i sindaci di Castelnovo del Friuli, Claut, Dolegna del Collio, Paularo, Socchieve e Sutrio, che ringrazio per la loro presenza. Assieme a loro metteremo in campo un’operazione che vede coinvolte tutte le istituzioni”. “Nelle aree a maggiore incidenza serve individuare i positivi anche asintomatici, provvedendo alla messa in isolamento. Speriamo che questa misura porti in tempi rapidi alla tutela della popolazione. Accanto ai sei Comuni indicati, puntiamo a coinvolgere anche quelli limitrofi, come Cimolais, Erto e Casso e Andreis nel caso di Claut e così anche in altre aree”. “Lo screening non ci interessa dal punto di vista epidemiologico, ma per la tutela della popolazione, cioè per fermare il contagio, ponendo in isolamento i positivi asintomatici. Il modello è quanto già fatto a Sappada, che ci ha visto tra i primi, e poi adottato questo weekend anche dalla Provincia di Bolzano”. “E’ chiaro, però, che per chi risulterà negativo, non ci sarà un ‘liberi tutti’, ma servirà comunque un forte senso di responsabilità”. (f IL Friuli)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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