Che cosa sono i servizi ecosistemici? Nient’altro che i molteplici benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano. Si tratta di servizi di sostentamento, che forniscono risorse alimentari animali e vegetali, risorse idriche, materie prime impiegabili nei processi produttivi, materiale genetico, biomassa per le agro-energie; servizi di controllo, che depurano acque e che regolano ciclo dei nutrienti, ciclo dei gas climalteranti, ciclo idrologico, processi di impollinazione e conservazione di biodiversità; servizi culturali, che favoriscono lo svolgimento di attività ricreative, sportive e turistiche con benefici economici per il territorio, attività didattiche e scientifiche, e che custodiscono il patrimonio culturale e paesaggistico.
Nell’ambito del progetto Nat2Care sono stati analizzati molti servizi ecosistemici e sono stati
individuati i più rilevanti a livello transfrontaliero. Nelle aree protette di Nat2Care la risorsa idrica è in assoluto il bene più importante, in quanto molte sorgenti vengono utilizzate per prelievi gestiti o da privati per l’imbottigliamento e la distribuzione di acque oligominerali o da consorzi pubblici che gestiscono la distribuzione di acqua potabile a beneficio delle utenze domestiche e produttive. Così è anche per il Parco delle Dolomiti Friulane, dove il servizio ecosistemico più importante è quello che garantisce la fornitura di acqua potabile. Il fatto non stupisce in quanto il Parco occupa il secondo posto, dopo il Parco Naturale delle Prealpi Giulie, in termini di intensità di precipitazioni in regione.
Da una delle sorgenti che sgorgano dalle montagne del Parco, la società Sorgente Valcimoliana
srl (che imbottiglia la notissima acqua Dolomia) valorizza la risorsa idrica. Le acque di scioglimento delle nevi perenni danno origine ad un’acqua che filtrata dalla roccia dolomia forma un bacino idrogeologico sotto la montagna. L’acqua, nel corso degli anni, si arricchisce di minerali attraverso il contatto con la pietra dolomia rendendola una tra le più leggere e basiche acque oligominerali d’Europa. L’operatore economico è ben consapevole del servizio di cui sta beneficiando, che va al di là della qualità chimico-fisica dell’acqua, per includere anche un valore di immagine legato ad una sorgente che sgorga in un parco naturale ora anche Patrimonio dell’Unesco. Da anni, infatti, è stata siglata una convenzione tra la società ed il Parco che negli ultimi tempi ha portato alla stipula di un pagamento. In questo modo, chi è custode degli ecosistemi e dei servizi ecosistemici resi viene ricompensato per il lavoro svolto.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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