Quasi 9 milioni di euro di risorse comunitarie a disposizione, 8 Comuni direttamente coinvolti e altri 7 inseriti nella così detta “area strategica”: è un autentico colpaccio quello portato a casa dall’amministrazione comunale di Claut, Comune nominato capofila del progetto europeo “Nuove opportunità in montagna”. Il piano di interventi a favore delle aree più marginali è finanziato da Bruxelles e riguarda la Valcellina, la Val Colvera, la Val Tramontina passando per tutta la pianura maniaghese fino a Meduno e Sequals. Lo studio che fa da supporto al programma di iniziative di rilancio dell’arco alpino parte da un presupposto: pur rappresentando il 10% del territorio regionale, quello in questione risulta un angolo di Fvg abitato da pochissimi persone, quasi tutte anziane. Le numerose dichiarazioni di vincolo presenti, dall’Unesco al Parco delle Dolomiti friulane e della Zona di protezione speciale, non hanno nel tempo fatto decollare una vera forma di turismo. «Ci sono un centinaio di strutture e qualche presidio di slow food legato a prodotti tipici ma non si può certo parlare di turismo di massa – si legge nel documento su cui ora Claut e gli altri municipi dovranno rimboccarsi le maniche –. Nel 2015 questa zona ha registrato poco più di 60 mila visitatori, ovvero l’1 per cento degli arrivi in regione. Gli immobili destinati allo scopo sono datati e carenti di innovazione tecnologica. Mancano figure professionali adeguate e si rende urgente investire molto sull’accoglienza dell’escursionista. La svolta si potrà avere solo grazie ad una collaborazione con le scuole del territorio». (f MV)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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