Rettifica del Presidente della Pro Loco Tonegutti Mario in merito all’art. apparso sul messaggero in merito la festa “un sapore di montagna”- 1′ ed. – che raccoglierà il testimone “della montagna di gusti” : “La festa organizzata dal Comune di Cimolais non può raccogliere il testimone della “montagna di gusti” in quanto la Pro Loco è sempre intenzionata a riproporla nei prossimi anni, e nella stessa data non avendo riscontrato alcun problema con la concomitanza con Friuli doc (anzi!!). Nelle due precedenti edizioni non è stato possibile organizzare la manifestazioni per dissensi con l’Amministrazione, che di fatto, hanno reso impossibile realizzare quella che è da sempre stata la festa del “paese” riuscitissima proprio per la collaborazione dell’intera popolazione che apriva le proprie case ai turisti, facendo assaporare oltre che i piatti tipici della montagna l’ospitalità che ti dava la sensazione di “essere a casa”. Il marchio è stato regolarmente registrato e nessuno può dire di raccogliere alcunchè. Inoltre, come invece riportato nella stampa, non si risulta ci sia stata alcuna condivisione con le associazioni locali, almeno quelle di Cimolais, ed in particolare con la Pro Loco, che da sempre è riferimento per ogni iniziativa promozionale locale (vedasi anche materiale promozionale dove il solo ideatore e sponsor è il Comune di Cimolais). Questo perchè il Sindaco di Cimolais, non ritiene indispensabile coinvolgere le proprie associazioni, si avvale di collaboratori esterni e delle Pro Loco dei Comuni contermini – Claut ed Erto e CAsso – senza tener conto del proprio ruolo di Amministratore, purtroppo senza alcuna minoranza essendo rappresentate nella propria Giunta tutte le componenti consiliari. Spiace solo che vengano mescolate le carte e si giochi sulla reputazione conquistata negli anni da una manifestazione ad alto consenso, per portare a casa qualche risultato non guadagnato con il proprio lavoro e con la propria reputazione”.
CIMOLAIS EVENTI
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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