È costato circa mille euro, alla comunità di Cimolais, il gesto di un incivile che ha gettato dell’olio di motore in un bidone della raccolta differenziata. L’episodio è avvenuto prima che anche in Valcellina scattasse la chiusura di ecopiazzole e centri di recupero, ma solo in queste ore è pervenuta in municipio la fattura della ditta di bonifiche. Tra spese di trasferta e di invio del materiale a speciali impianti per lo smaltimento, l’operazione ha di fatto “bruciato” anni di guadagno per il Comune: l’olio alimentare che viene raccolto è infatti destinato ad aziende di riuso che versano quote ai singoli consorziati. Il danno è doppio, perché a causa della contaminazione da idrocarburi, l’intero contenuto del fusto deve essere spedito all’inceneritore. Non è la prima volta che gli sforzi della popolazione vengono vanificati dall’irresponsabilità di qualcuno. Proprio per evitare il ripetersi di simili fenomeni, tempo fa il sindaco ha disposto telecamere mobili. «Da quando abbiamo iniziato a installare a sorpresa gli obiettivi elettronici, non abbiamo registrato casi di abbandono indiscriminato di rifiuti, spesso ricollegabili al comportamento poco consono di turisti e gente di passaggio che lanciavano i sacchetti addirittura dalle auto in corsa», ha detto il sindaco Davide Protti. La prova del nove si avrà però solo tra qualche mese, visto che in questo inizio d’annata di visitatori ce ne sono stati ben pochi a causa dell’emergenza coronavirus. — F MV
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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