È Margherita Venturelli, dipendente della biblioteca di Aviano, il nuovo coordinatore del Sistema bibliotecario delle Valli e Dolomiti friulane, che mette in rete ben 23 comuni e con capofila Maniago, fra le quali anche la biblioteca Civica di CImolais. Venturelli è stata nominata con dodici voti favorevoli (uno astenuto). Numerose le attività in programma quest’anno: ha ottenuto il via libera nell’ultima conferenza del sistema bibliotecario, presieduta da Violetta Traclò. Il sistema bibliotecario delle Valli e delle Dolomiti friulane, gestito dall’Uti, nasce da una collaborazione tra l’Uti presieduta da Andrea Carli quella del Livenza-Cansiglio-Cavallo, e vede in rete 23 biblioteche afferenti a quella di Maniago, individuata come biblioteca di centro sistema. Aderiscono, quindi, le biblioteche di Arba, Barcis, Cavasso, Castelnovo, Claut, Clauzetto, Cimolais, Erto e Casso, Fanna, Maniago, Meduno, Montereale, Pinzano, Vajont, Vivaro, Tramonti di Sopra, Travesio, Sequals, Vito d’Asio con accordo tra Uti Aviano, Budoia, Caneva e Polcenigo. Un patrimonio documentario complessivo di oltre 330 mila unità e centinaia di iniziative per promuovere la lettura tra adulti, ragazzi e bambini. Fra le attività realizzate o ancora da tradurre in realtà, rientrano l’incremento del patrimonio librario, il coordinamento del sistema e della gestione delle pratiche amministrative, i rapporti con la Regione e gli operatori delle biblioteche, l’acquisto coordinato o centralizzato del materiale documentario, la sostituzione delle attrezzature informatiche e multimediali obsolete, le attività di catalogazione, il miglioramento del servizio all’utenza, anche attraverso l’utilizzo dei social quali strumenti di comunicazione. Il potenziamento e il miglioramento del nuovo sistema bibliotecario delle Valli e Dolomiti friulane sono obiettivi prioritari. Non a caso, vengono anche presentate domande di contributo, per esempio alla Regione, per fare in modo che questi progetti possano concretizzarsi. —
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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