Il panorama mozzafiato delle Dolomiti conquista il grande schermo: Cinemazero ha ospitato, a Pordenone, una serata di proiezioni di documentari intitolata “Dolomiti Patrimonio Mon diale UNESCO – La sublime bellezza dei Monti Pallidi”. L’evento era organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Sezione di Pordenone del Club Alpino Italiano.
Nel 2019 la Fondazione Dolomiti UNESCO ha affidato a Ivo Pecile e Marco Virgilio la realizzazione di un progetto audiovisivo per dare lustro alle caratteristiche paesaggistiche e geologiche uniche dei parchi naturali inse riti nel Bene Dolomiti del Patrimonio mondiale UNESCO. Il progetto, successivamente ampliato nel 2020, prevede la realizzazione di dieci documentari della durata di mezz’ora che saranno completati nell’autunno del 2022. I documentari esprimono al meglio il fascino del paesaggio e della geologia che hanno portato al riconoscimento di Patrimonio Mondiale di tutti i nove sistemi dolomitici. Gli autori hanno
effettuato riprese di altissima qualità durante lunghe sessioni nei più importanti ambienti di fondovalle e in quota delle Dolomiti. Nel corso della presentazione pubblica sono stati proiettati due dei primi quattro documentari completati, che vedono protagonisti il
Parco Naturale Dolomiti Friulane e il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. La natura meravigliosa delle Dolomiti, fissata dalle immagini di Ivo Pecile e Marco Virgilio, e i contenuti, arricchiti dalle interviste ai gestori dei Parchi e ai più importanti esperti di geologia dell’area dolomitica, hanno dato vita ad un viaggio immersivo nelle più belle montagne del mondo.
“Le Dolomiti sono un contesto molto conosciuto – ha ricordato Mara Nemela, direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO -. Quello che però la Fondazione vorrebbe portare avanti è
far conoscere le Dolomiti che non tutti hanno già visto, i Parchi e le peculiarità paesaggistiche che magari il grande pubblico e i frequentatori della montagna non conoscono ancora. Più si entra in contatto con questi aspetti e più si tende ad avere a cuore questo territorio meraviglioso, rendendo più facile prendersene cura promuovendo il mantenimento dell’integrità di questo splendido contesto”.
“Abbiamo cercato di mettere la parte emozionale in questo lavoro – ha fatto sapere Ivo Pecile, di Ianus Imagine Project, a margine della prima proiezione – la meraviglia e lo stupore che
inevitabilmente accompagnano chiunque si avvicini a quelle montagne, che non a caso sono considerate tra le più belle al mondo. Inquadrature, riprese e scelta delle musiche vogliono cercare di restituire allo spettatore la magia dei Monti Pallidi” (f l’Aquila)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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