Furti in chiesa a Claut, e il parroco don Luca Basaldella ricorda ai ladri il settimo comandamento: non rubare. «A Claut ladri in chiesa – don Luca ha avvisato i fedeli nel bollettino parrocchiale -. In pieno giorno sono spariti dal tempio di San Giorgio Martire un cellulare e flaconi di gel per le mani».Si sa che la crisi non risparmia alcuno, ma don Luca chiede il pentimento. «Siamo alla ricerca di chi (e speriamo sia stata una casualità) – dice il parroco a Claut – il 28 ottobre durante la messa delle 16.40 in diretta con Radio Maria, si è impossessato di un cellulare. Si tratta di un I-phone bianco e usato, con una password che rende impossibile l’utilizzo».L’ultimatum è chiaro. «Si invita l’ignoto ladro a consegnare il cellulare sparito in chiesa nella cassetta del parroco – chiede nel bollettino -. Altrimenti il legittimo proprietario sporgerà denuncia alle forze dell’ordine».Quanti rubano nel tempio cristiano si accontentano. «Rubare il gel per le mani – commentano i parrocchiani – è una assurdità: ci chiediamo a chi possa servire». Potrebbe essere una bravata, ma non è comunque una giustificazione. La chiesa di San Giorgio Martire è la testimonianza storica di un insediamento cristiano datato 924 con una lunga tradizione votiva. «Il settimo comandamento è chiarissimo: non rubare – sottolinea il parroco -. Bisogna pentirsi e restituire gli oggetti trafugati in chiesa» fmv
CIMOLAIS EVENTI
-
La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
Necrologi
Clicca qui per visitare la sezione Necrologi
NECROLOGIClasse 1946
INFO SU ORARI MEDICO – UFFICI COMUNALI E SERVIZI
-
-
Articoli recenti
- Realizzata una nuova pensilina per la fermata del Bus in Via Roma 27 Gennaio 2026
- I libri che parlano di Cimolais 25 Gennaio 2026
- Terremoto di Andreis Avvertito anche a Cimolais 24 Gennaio 2026



