La maggiore attenzione è stata riservata alle scuole di montagna alle quali la Regione ha destinato 400 mila euro per consentire l’attivazione delle pluriclassi necessarie, in molti casi, ad evitare la chiusura degli edifici scolastici. Con i fondi regionali, infatti, i dirigenti potranno pagare insegnanti e collaboratori scolastici e fronteggiare così le conseguenze di uno spopolamento otto volte maggiore rispetto a quello registrato nelle altre zone del Friuli Venezia Giulia. I 400 mila euro sono solo una parte dei 3 milioni di euro assegnati anche quest’anno all’istruzione dalla giunta Fedriga.amministrativi e bidelliL’esecutivo ha approvato il nuovo protocollo d’intesa tra la Regione e l’Ufficio scolastico regionale (Usr). Il documento condiviso dall’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, e dalla direttrice dell’Usr, Daniela Beltrame, sana carenze storiche di personale come quelle dei collaboratori scolastici e degli amministrati (personale Ata) e degli insegnanti di sostegno presenti non solo in montagna. La Regione ha destinato 1,4 milioni di euro, 100 mila in più dello scorso anno, per sostenere il costo orario di diverse figure in ogni scuola compresi i 17 istituti scolastici situati in zona montana.Insegnanti di sostegno Lo stesso protocollo d’intesa destina 250 mila euro per aumentare il numero delle ore di attività degli insegnanti di sostegno e altri 105 mila euro per potenziare i servizi didattici negli ospedali. In questo modo il servzio viene garantito anche ai più deboli. fmv
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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