Dopo la mobilitazione dei parlamentari aderenti all’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna, di numerosi Comuni montani, dell’Uncem e di alcuni settimanali contro il nuovo piano di distribuzione della corrispondenza a giorni alterni nei centri più piccoli e nelle aree montane, interviene Palazzo Chigi stoppando Poste Italiane. Rimandato, infatti, il via dopo la fine dell’anno e solo a seguito di una verifica sui volumi reali di corrispondenza . L’intervento del Governo conferma che che il nuovo piano di distribuzione dei Poste andava a creare diversi livelli di cittadinanza, penalizzando fortemente chi vive nelle zone rurali e montane. Sarebbe aumentato il divario con chi abita nei centri urbani, dove addirittura la corrispondenza, lettere e giornali, sarebbero arrivati due volte al giorno. Con questa sospensione decisa dal governo, si aprono le prospettive per garantire quel diritto di cittadinanza fondamentale sancito dalla Costituzione, che esprime l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini. Tornare indietro rispetto a questi diritti comprometterebbero coesione e sussidiarietà che sono, in particolare per le zone montane fondamentali. Nella speranza che si risolva, a breve, anche il problema degli orari delle poste di Cimolais, garantendo a chi lavora di usufruire del servizio, senza dover obbligatoriamente richiedere permessi (ripristinando, ad es. il sabato!).
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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