Confermata da parte della Giunta Regionale l’intenzione di chiudere definitivamente le Uti entro e non oltre il 31 dicembre del prossimo anno. I Comuni, infatti, avranno facoltà di aggregarsi in Comunità con personalità giuridica dotate di uno statuto che individuerà le funzioni da poter gestire in condivisione attraverso convenzioni. «Abbiamo preso istituti giuridici esistenti mantenendo anche quanto di buono c’era nelle Uti e aggiungendo elementi di novità, primo fra tutti la facoltà di aderire o meno alle Comunità, che resta nella piena disponibilità dell’autonomia dei sindaci e basteranno due Municipi per formare una Comunità» ha spiegato Roberti. La governance sarà affidata a un comitato esecutivo eletto a maggioranza dall’assemblea dei sindaci della Comunità, che sceglierà anche il presidente. Al suo interno è previsto un meccanismo di garanzia a tutela delle minoranze. Dalla pubblicazione della norma decorreranno i 60 giorni entro cui l’Uti dovrà comunicare se intende trasformarsi nel nuovo ente Comunità oppure dovrà essere liquidata e chiusa. Il termine ultimo per la “dismissione” delle Unioni è, come detto, fissato al 31 dicembre 2020. «L’obiettivo che ci siamo dati è che dal 1º gennaio 2021 siano chiusi i trasferimenti alle Uti. Tutti i passaggi dei rapporti giuridici in atto saranno gestiti con norme di carattere transitorio». (f MV)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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