«Giovedì le Comunità di montagna partiranno con il personale dell’attuale Uti Valli e Dolomiti friulane, numericamente già insufficiente per le esigenze dell’Unione: i prossimi mesi saranno fondamentali per organizzare un’importante azione di rafforzamento degli organici dei due enti per garantire lo sviluppo dei territori montani, nonché il mantenimento dei servizi sinora erogati dalle due Uti, che con domani cesseranno la loro attività». Lo affermano i presidenti delle Comunità di montagna Est e Ovest, rispettivamente Demis Bottecchia e Ilario De Marco Zompit, dopo che il consigliere regionale Giampaolo Bidoli (Patto per l’autonomia) ha ribadito la necessità di posticipare a gennaio l’avvio per una migliore organizzazione. «Comprendiamo che Bidoli cerchi visibilità e usi ogni argomento per le regionali 2023 – aggiungono –. Criticare la riforma degli enti locali è nel suo diritto, ma lascia basiti che un alto esponente di una formazione che si definisce Patto per l’autonomia abbia per mesi contrastato la richiesta di due terzi dei sindaci che chiedevano due Comunità di montagna, ritenute dagli amministratori locali come maggiormente confacenti alle esigenze dei municipi. Forse ci sono concetti di autonomia che per Bidoli rivestono significati oscuri. A differenza di altre Comunità di montagna, quelle della Destra Tagliamento si ritrovano ad avere tempistiche organizzative più ristrette a causa dell’ostruzionismo di una minoranza di sindaci: basti pensare al ricorso del Comune di Maniago, cestinato dal Tar».fmv
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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