Nell’incontro di Barcis è stato presentato l’ato di indirizzo per lo sghiaiamento sul Varma prevede la creazione di una pista carri all’interno dell’alveo dei fiumi che permetta di superare l’abitato di Barcis, l’adeguamento della strada esistente nella destra orografica del lago fino a giungere nei pressi della diga. Per bypassare la galleria, al cui interno i mezzi pesanti non possono transitare, verrà creato un nuovo ponte che supera lo specchio d’acqua, fino ad arrivare al ponte Antoi per poi immettersi nella strada 251. L’intervento prevede inoltre, vicino all’ultima galleria prima di arrivare a Montereale, la sistemazione di una vecchia pista di cantiere della diga di Ravedis che arriva fino al Cimitero di Montereale. Quindi verrà realizzata una pista carri che scende in alveo del Cellina dove verranno depositate le ghiaie. Ora con questo atto di indirizzo, presentato su proposta dell’assessore Panontin di concerto con gli assessori Vito e Santoro, la Protezione civile fornirà il progetto esecutivo aggiornato e appaltabile relativo alla realizzazione del nuovo ponte e provvederà in qualità di stazione appaltante all’appalto dei lavori per l’esecuzione del progetto, con oneri a carico del Fondo regionale per la Protezione civile. La Protezione civile realizzerà, sempre a suo carico, gli interventi di adeguamento urgente della viabilità in destra lago, dalla Val Pentina fino al raccordo con il nuovo ponte. La direzione centrale Ambiente ed Energia della Regione per parte sua assicurerà la massima speditezza dei procedimenti autorizzativi di propria competenza e curerà, successivamente al completamento dei lavori, le attività di asporto del materiale litoide sui corsi d’acqua della Val Cellina, in applicazione del nuovo Regolamento in fase di approvazione.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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