A seguito delle recenti perturbazioni che hanno fatto straripare il torrente Cellina fra Barcis e Arcola in corrispondenza del torrente Varma è divampata una polemica anche fra gli Amministratori della Valcellina, coinvolgendo anche la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani. Il 19 luglio del 2016 il governatore aveva infatti inaugurato il troncone rialzato di strada che supera la confluenza del Varma. Si è però atteso fino allo scorso Natale per convocare la conferenza dei servizi che ha dato il via libera libera ai progetti del nuovo ponte che dovrà essere realizzato a Barcis prima degli scavi veri e propri. Nel frattempo il pietrame ha continuato a scivolare a fondovalle e solo la siccità degli ultimi due anni ha evitato problemi ben più gravi. Il primo cittadino di Barcis, Claudio Traina, si è subito appella alla Regione perché «non si perda più nemmeno un minuto e non si condanni la vallata a ulteriori emergenze». «Ormai era chiaro che presto sarebbe successo qualcosa – ha rincarato la dose il sindaco di Claut, Franco Bosio –. Gli accumuli di materiale si notavano senza grandi difficoltà passando per l’ex statale. Non si può restare con le mani in mano per un anno e mezzo e sperare sempre nel cielo sereno. ». «Ci vogliono investimenti seri e rapidi, altrimenti a ogni perturbazione ci ritroveremo qui a protestare inascoltati», ha concluso da parte sua il sindaco di Erto e Casso Fernando Carrara
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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