Ammontano a circa 6 milioni di euro gli interventi che la Regione metterà in atto in Val Cimoliana, per far fronte ai danni causati dalla tempesta Vaia abbattutasi anche sul Friuli Venezia Giulia lo scorso mese di novembre. A darne annuncio è stato l’assessore regionale con delega alla Protezione Civile rispondendo in Aula a Trieste ad una specifica interrogazione. Attualmente sono in corso di avvio le procedure di assegnazione ai diversi enti competenti delle opere disposte dal Commissario delegato, come approvate dal capo dipartimento della Protezione civile. Nel rispondere all’interrogazione, è stato spiegato che la ricognizione dei danni avviata dalla Protezione civile della Regione nelle giornate immediatamente successive alla tempesta, ha riguardato in primis i centri abitati e le infrastrutture strategiche, tra le quali le strade regionali e comunali di collegamento dei centri abitati, al fine di ripristinare le comunicazioni e garantire i soccorsi alla popolazione. Successivamente l’attenzione è stata estesa alle aree montane non densamente antropizzate, con particolare riguardo a quelle di alto valore ambientale e paesaggistico tra le quali la Val Cimoliana. Per il rilievo dei dissesti verificatisi sul territorio montano, compreso il fondovalle percorso dall’unica strada di penetrazione e di collegamento dei rifugi in quota, ha collaborato il personale dall’Ispettorato ripartimentale delle foreste di Pordenone e del Corpo forestale regionale. La Protezione civile ha inoltre richiesto tutte le informazioni sulle infrastrutture interessate dal maltempo alle Direzioni centrali competenti, al Comune di Cimolais e agli enti di rispettiva competenza (Ente Parco, Hidrogea). Sulla base della ricognizione complessiva dei danni, sono stati quindi predisposti i Piani di intervento finanziati dallo Stato per i primi lavori più urgenti e per le necessarie opere di mitigazione del rischio. ARC/AL/ppd
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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