sarà il Comune di Barcis, guidato dal sindaco Claudio Traina, ad assumere il ruolo di capofila del nuovo tavolo tecnico denominato Laboratorio lago di Barcis.«La Regione assegnerà al Comune di Barcis 50 mila euro per istituire un coordinamento tra le amministrazioni locali. Il suo fine è quello di individuare soluzioni condivise tra sindaci e tecnici da portare all’attenzione degli uffici regionali, con le quali facilitare gli iter amministrativi e cantierare l’opera scelta per risolvere i problemi legati allo sghiaiamento della Valcellina»: l’ha annunciato l’assessore regionale all’ambiente, Fabio Scoccimarro, al termine dell’incontro tenutosi ieri a Pordenone al quale hanno partecipato i sindaci di Barcis, Montereale Valcellina, Erto e Casso, Cimolais e Claut.Il vertice è servito per definire alcuni aspetti tecnici che permettano da un lato ai Comuni di scegliere in modo concertato la soluzione migliore tra quelle già individuate per il prelievo del materiale inerte e, dall’altro, alla Regione di mettere in pratica i relativi atti amministrativi. Quindi, la decisione dei sindaci di affidare il ruolo di capofila al Comune di Barcis.«Nell’assestamento di giugno – ha detto l’assessore – la Regione aveva individuato i fondi da destinare al Comune della Valcellina che svolgerà il ruolo di capofila. Il suo compito sarà quello di individuare una o più persone che tengano i rapporti con tecnici ed esperti delle singole amministrazioni. Queste ultime, a loro volta, dovranno individuare una soluzione condivisa da presentare alla Regione per risolvere il problema dello sghiaiamento». «Questo modo di agire – ha detto ancora Scoccimarro ai sindaci – è già stato sperimentato con successo nei confronti del lago di Cavazzo. Per Barcis si vuole replicare quell’esperienza, con l’obiettivo di definire un “contratto di lago” in cui i singoli Comuni stabiliscano precise azioni amministrative da intraprendere, preparando così il campo in vista dell’opera da compiere. Quest’ultima verrà scelta tenendo conto di quella che dovrà essere l’idea di sviluppo del territorio che la Regione avvallerà nel momento in cui metterà a disposizione i fondi per realizzare lo sghiaiamento».«Il problema dura da decenni – ha concluso l’assessore regionale -. Questa amministrazione, sin dal suo insediamento, ha voluto mettersi a disposizione dei sindaci per trovare una soluzione condivisa. Il passaggio legato all’individuazione del Comune capofila diventa indispensabile proprio nell’ottica della collegialità e della concertazione nella scelta di una delle soluzioni già presenti sul tavolo individuate dallo studio dell’ingegner Aprilis presentato a fine gennaio». fmv
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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