A un anno esatto dal passaggio della tempesta, la Valcellina porta ancora i segni della devastazione. Il Parco delle Dolomiti Friulane, duramente colpito, ha scelto di festeggiare i 10 anni della sua iniziativa “PlayParco” e altrettanti dalla tutela Unesco proprio in questo anniversario e proprio da Barcis: segnale di speranza e di rinascita, sostenuto da centinaia di persone che hanno partecipato alla giornata e che hanno contribuito con donazioni al ripristino dei sentieri. Ma a un anno dal disastro, che cosa è stato fatto e quali sono le ferite ancora aperte? “Tutti i lavori sono stati appaltati e molti sono anche conclusi. Molti lavori della Protezione Civile sono attualmente in corso – spiega Graziano Danelin, il Direttore del Parco delle Dolomiti Friulane -. Penso che con il prossimo anno la situazione sarà già in buone condizioni. I punti più critici sono la Val Settimana e Val Cimoliana. Per la prima i lavori sono stati appaltati e inizieranno a breve, e avremo tutto il prossimo anno dedicato al recupero della zona, che è una delle più caratteristiche. Anche la Val Cimoliana ha avuto grossi danni, alcuni lavori sono stati appaltati e continueranno anche il prossimo anno. Comunque la vallata è accessibile già da quest’anno per l’intervento del Comune di Cimolais (f. MV)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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