«Convenzionamento della piscina riabilitativa di Maniago col servizio pubblico: un risultato atteso da anni». È il commento del sindaco Andrea Carli, il quale ha ripercorso le tappe di un iter lungo e travagliato, in cui non sono mancate questioni spinose da risolvere, tra l’altro ereditate. Nel 2021 la struttura, infatti, è stata acquistata dal Comune, per “salvarla”, con conseguente aumento dell’indebitamento dell’ente. «La questione del polo natatorio di Maniago (piscina e fisioterapia in acqua) ha rappresentato una questione spinosa sin da maggio 2012, inizio del mio mandato: la necessità di dover organizzare un’importante operazione di salvataggio della struttura, attraverso l’acquisizione dell’intera proprietà per mezzo di un aumento dell’indebitamento del Comune e di un importante contributo regionale – ha ricordato –, quindi il completamento della fisioterapia in acqua e i vari tentativi di far reinserire la struttura nei piani dell’Azienda sanitaria, dopo che dal 2010 era stata inserita e poi levata dalla programmazione. In questi anni la struttura ha iniziato l’attività in forma privata, in attesa di un accreditamento e di un convenzionamento con la sanità pubblica: ora finalmente tutti potranno fruire di questo importante servizio attraverso le prestazioni fornite dall’Azienda sanitaria, per quanto riguarda la riabilitazione a secco e in acqua». «Questo importantissimo risultato rappresenta per me e tutta la squadra la miglior ricompensa alle tante energie (e fondi pubblici) impegnati in questi anni – ha concluso –. Grazie a chi ha contribuito affinché ciò sia stato reso possibile, per il bene di tutti». —FMV
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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