Molti sono stati i motociclisti che in questo ultimo fine settimana hanno transitato lungo le nostre strade. Purtroppo, come spesso in questi ultimi anni abbiamo visto, l’alta velocità delle moto putroppo è causa di frequenti incidenti anche mortali. Un incidente in moto ad Arcola è stato fatale, infatti, per Rabia Lammari, 28 anni, nato in Marocco e residente a Ponte nelle Alpi, dove lavorava come meccanico. Con la sua comitiva di amici stava percorrendo la Sr 251 da Barcis verso la diga del Vajont, in sella a una moto Honda cbr 600. Erano da poco passate le 15. Ad Arcola, però, subito dopo una curva a destra, al chilometro 71+350, ha perso il controllo della moto, finendo contro il guardrail. Il centauro è rovinato sull’asfalto ed è stato sbalzato di sella. La Honda è poi rimbalzata contro un’Alfa Stelvio che stava sopraggiungendo nella corsia di marcia opposta. La seconda collisione, tuttavia, è stata di modesta entità: la moto ha urtato l’Alfa sulla targa e uno spicchio del paraurti di plastica. Subito sono stati mobilitati i soccorsi: i vigili del fuoco di Maniago, l’elicottero e l’automedica, i carabinieri della stazione di Cimolais. Fra gli amici, una mezza dozzina di centauri, c’era un infermiere che lavora all’azienda sanitaria di Belluno. Il giovane si è prodigato in ogni modo per arrestare l’emorragia dell’amico: nell’impatto contro il guardrail Rabia è rimasto gravemente ferito agli arti. (f:M.V)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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