Il recupero della casera Feron ha rappresentato una sfida per l’amministrazione di Cimolais, che sta concludendo il proprio mandato: la realizzazione di oltre due chilometri di strada per raggiungere la casera e consentirne recupero e ristrutturazione apre nuove possibilità di sfruttamento dei boschi comunali in quota, ma anche speranze di rilancio dell’area dal punto di vista turistico. I lavori di completamento della strada forestale di servizio Val Feron sono stati realizzati nell’ambito del progetto “Pit Valcellina”, con fondi del piano di sviluppo rurale. L’intervento di apertura della strada ha richiesto una spesa di 275 mila euro e un anno e mezzo di lavoro. Grandi le difficoltà affrontate, tra le quali gli intensi eventi meteorologici che hanno danneggiato la costruenda struttura. Per questo sono state realizzate due bonifiche, con contributo della Comunità montana, che si sono sviluppate in due stralci da 55 mila euro ciascuno, riguardanti applicazioni di bioingegneria per interventi di sistemazione scarpate, rinverdimenti e stabilizzazione pendii. Il secondo lotto di opere si concluderà nelle prossime settimane. Recupero e ristrutturazione del fabbricato, finalizzato all’attività turistica, per un importo complessivo di 280 mila euro, hanno beneficiato di un finanziamento regionale. La ristrutturazione della casera è stata possibile anche in virtù della realizzazione della strada, che ha permesso di raggiungere la zona con mezzi meccanici e ridurre i costi di trasporto dei materiali. «La casera – si ricorda in municipio – rappresenta anche il punto di partenza per un uso razionale dei boschi comunali nella valle del Feron e l’avvio di uno sviluppo turistico dell’area» (fonte Messaggero Veneto)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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