Una pietra miliare per lo studio, la tutela e la valorizzazione dell’avifauna nidificante sul territorio del Friuli Venezia Giulia perché rappresenta la prima sintesi completa e dettagliata della distribuzione e presenza di un patrimonio naturale dal quale dipende anche l’equilibrio
di quell’habitat ricco forme di vita che è l’ambiente naturale così come si presenta
sul nostro territorio. L’Atlante degli Uccelli nidificanti in Friuli Venezia Giulia, realizzato dall’Associazione Studi Ornitologici e Ricerche Ecologiche Fvg, consente infatti di conoscere la distribuzione delle varie specie di uccelli nidificanti sul territorio regionale, le quali sono strettamente associate all’habitat scelto per riprodursi. Il loro studio consente di acquisire in
tempo reale elementi fondamentali per valutare lo stato e la qualità dell’ambiente, ma anche per comprendere i cambiamenti in atto e valutare, ed eventualmente intraprendere, opportune misure di conservazione o gestione. Il libro contiene testi monografici che accompagnano le mappe sulla distribuzione delle specie, per permettere di approfondire numerosi aspetti della biologia riproduttiva, della fenologia, della conservazione delle singole specie e rappresentano nel contempo un compendio della vasta letteratura ornitologica prodotta in Friuli Venezia Giulia. Un territorio nel quale la conservazione delle specie vanta una lunga e importante tradizione. Il volume, realizzato con la collaborazione di oltre duecento volontari, è uno
strumento utile per i soggetti pubblici o privati che si occupano dell’argomento per valorizzare la conservazione delle risorse naturali. Il libro va ad arricchire la già ricca collezione di pubblicazioni specifiche sull’avifauna che da tempo vede in prima fila anche il Parco Naturale. (f L’Aquila)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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