Ottocento panettoni acquistati da una ventina di imprese del Maniaghese a scopo benefico: anche quest’anno il consorzio Nip della città del coltello si è fatto promotore di un’iniziativa che punta alla solidarietà. L’idea è semplice, come ha spiegato l’ente presieduto da Stefano Dametto: proporre alle aziende la possibilità di acquistare e donare panettoni “solidali”, in modo tale che parte del ricavato possa andare a beneficio di un’associazione locale di volontari. Così, dopo il successo delle raccolte destinate all’Ail nel 2015, all’Admo nel 2016, a Fondazione Bambini e autismo nel 2017 e alla cooperativa San Mauro di Maniago per il 2018, quest’anno è stata coinvolta La Biblioteca di Sara, associazione dedicata a Sara Moranduzzo, giornalista maniaghese appassionata di libri, cinema e arte, che è venuta a mancare nel 2012. I suoi volumi, assieme ad altri ricevuti in dono, hanno dato vita a un servizio di prestito libri in corsia nell’ospedale di Pordenone. Inoltre, i volontari della Biblioteca di Sara portano avanti iniziative legate alla lettura ad alta voce come momento di distrazione e sollievo nelle stanze di degenza e nelle case di riposo. Non sorprende quindi che la risposta delle aziende del Maniaghese sia stata calorosa, con ottocento panettoni già ordinati a diversi giorni dal termine dell’iniziativa, per il cui successo è stata fondamentale la collaborazione del panificio Bortolin di Porcia, che si è occupato di produrre, impacchettare e consegnare i dolci natalizi. (f MV)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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