Tra contributo fisso, sovvenzioni una tantum e agevolazioni per i piccoli Comuni, per il 2024 il municipio di Cimolais si porterà a casa quasi 80 mila euro dal Bim. Il Bacino imbrifero montano del Livenza ha staccato un superassegno a favore dell’amministrazione come royalty per lo sfruttamento delle acque che scorrono sul territorio comunale. Il sindaco Davide Protti ha già stabilito come investire le risorse, tra l’altro vincolate per legge a operazioni di interesse sociale, abbattimento del debito o manutenzioni. Una somma di 20 mila euro sarà destinata alle famiglie e agli anziani per la creazione di orti urbani da affidare a chi ne facesse richiesta. Sempre con questa tranche del tesoretto di fine anno saranno realizzati eventi culturali e date alle stampe pubblicazioni di promozione dell’ambito territoriale. Con i restanti 59 mila euro si punterà invece al rinnovo delle dotazioni pubbliche passando dagli hardware da mettere a disposizione degli impiegati comunali alle luminarie natalizie e alle attrezzature dei manutentori. Ci sarà spazio finanziario anche per l’acquisto di arredi urbani e giochi, per la sistemazione di immobili e strutture varie e per l’adeguamento della sala polifunzionale del paese. Infine si provvederà alla manutenzione di marciapiedi e strade che saranno controllati a palmo a palmo, mettendo mano a eventuali avvallamenti o crepe. «Un regalo sotto l’albero di Natale che il Bim offre a Cimolais per garantire la sua serenità nell’affrontare le opere necessarie al territorio di competenza», ha commentato il primo cittadino Protti. —FMV
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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