Dopo le violenti piogge di mercoled’ 13 luglio il Consorzio di bonifica Cellina Meduna fa le prime stime di quella che pare un’autentica manna dal cielo sul fronte siccità: le piogge torrenziali in Valcellina hanno consentito un graduale riempimento del bacino di Ravedis. Il lago di Barcis rimane invece stabile visto, che già prima della perturbazione si trovava ai massimi livelli. «Diciamo che si è trattato di un fenomeno violento, ma che ha permesso di creare ulteriori riserve idriche in vista di un’estate che si preannuncia ancora rovente», ha confermato il presidente del consorzio irriguo Valter Colussi, mettendo in luce le differenze climatiche ormai palpabili tra le due fasce di competenza. «Sul Cellina è piovuto molto, tanto che si sono registrati anche allagamenti e danni al territorio a causa dell’intensità della perturbazione, mentre sul Meduna, già molto più secco rispetto al versante ovest, abbiamo registrato meno millimetri d’ acqua – ha spiegato Colussi – . In ogni caso l’emergenza resta ovunque e non possiamo abbassare la guardia».Il presidente del Consorzio di bonifica ha ricordato come sia stato provvidenziale aumentare gli accumuli nell’invaso di Barcis a partire dalla tarda primavera, quando la carenza di piogge iniziava già a farsi sentire. Ora anche la Valcellina sta correndo ai ripari, e ha bloccato gli usi impropri dell’acqua. Tutti e cinque i Comuni della valle hanno emanato ordinanze di divieto di spreco idrico, con la possibilità di bagnare orti e giardini unicamente nelle ore notturne. Dalle 6 alle 23 ogni trasgressione, compreso il lavaggio delle auto e il riempimento di piscine, sarà oggetto di pesanti sanzioni pecuniarie.La preoccupazione maggiore la danno le borgate situate alle altitudini più elevate, come Alcheda di Andreis e Casso. Qui le sorgenti sono superficiali e vengono alimentate direttamente dalle precipitazioni atmosferiche. In entrambe le frazioni sono già intervenute le autobotti della società Hydrogea per compensare flussi idrici troppo scarsi in entrata nelle tubazioni casalinghe. «Mai vista una situazione così precaria, neppure nel 2003 quando comunque le temperature salirono notevolmente e non piovve per mesi», ha affermato il sindaco di Barcis, Claudio Traina. –©
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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