Per l’ennesima volta in pochi mesi, il Cellina ha minacciato di riversarsi sulla strada regionale 251 poco prima della confluenza con Varma e Pentina. Tra la scorsa settimana e venerdì sera, in numerose occasioni il corso d’acqua si è ingrossato a tal punto da lambire la massicciata dell’ex statale e imporre ai tecnici un monitoraggio straordinario. A evitare nuovi disagi per la popolazione, è stata la giusta combine tra un maltempo altalenante e il preventivo abbassamento di livello dei laghi di Barcis e Ravedis. Alla fine, le ondate di pioggia che a più riprese hanno interessato per giorni la vallata hanno confermato l’estrema fragilità della rete viaria locale. «È vero, anche questa volta siamo stati fortunati, ma non possiamo sempre contare sulla casualità, soprattutto se pensiamo che in zona le perturbazioni violente e abbondanti rappresentano ormai la norma», ha commentato il sindaco di Barcis, Claudio Traina.
Dello stesso avviso il collega di Cimolais, Davide Protti, che teme blocchi della circolazione e deviazioni di chilometri a carico dei residenti in caso di ulteriori precipitazioni. Anche sui social, la questione del Cellina che scorre a pochi centimetri dalla carreggiata risulta un tema discusso. Del resto, un anno fa si parlava del 2021 come il momento in cui sarebbero state ultimate le opere che precedono lo sghiaiamento vero e proprio. Oggi come oggi, i ritardi sono però innegabili: i cantieri per il ponte di bypass della diga e per il rinforzo del terrapieno della destra lago non sono ancora partiti. Da quanto si è saputo, sembra che la ditta appaltatrice abbia avanzato migliorie al progetto e che queste varianti siano ancora al vaglio dei professionisti. Ci vorrà quindi del tempo, prima che i camion per l’asportazione della ghiaia in eccesso entrino in alveo e inizino a scavare nel Cellina, Varma e Pentina. —
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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