Non un inizio d’anno fortunato per un 35enne maniaghese che ieri, scendendo lungo il sentiero Cai 374 della Val Cimoliana, è scivolato su un tratto ghiacciato per circa sette metri impattando con il torace e procurandosi alcune contusioni con sospette fratture al costato. Il giovane era in compagnia di altri tre amici e di un cane. Insieme avevano trascorso l’ultimo dell’anno a Casera Lodina, da dove avevano iniziato la discesa. Imboccato il sentiero che arriva a Ponte Compol, a quota 1350 metri, il 35enne è scivolato e si è infortunato con conseguenze tali da non riuscire a rialzarsi per proseguire a piedi in autonomia. A quel punto è scattata la chiamata ai soccorsi, arrivata, nonostante la zona a scarsa copertura di segnale, poco prima delle 16. Apprensione tra gli amici che improvvisamente hanno visto il giovane ruzzolare per diversi metri. Nel frattempo a portarsi sul luogo della caduta sono stati quattro tecnici del soccorso alpino, allertati dalla Sores, che da quota 700 metri sono saliti fino al bosco dove era avvenuto l’incidente. Insieme a loro anche l’elisoccorso regionale che, guidato via radio, ha potuto raggiungere il punto esatto in cui si trovava in feriti, poco visibile dall’alto Dall’elicottero è stato calato il tecnico di elisoccorso con il verricello e con la guida del medico di bordo nella valutazione delle contusioni, si è proceduto al recupero della persona infortunata. Dopo una prima valutazione medica, per il 35enne gli operatori sanitari hanno deciso il trasporto in volo all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Gli altri tre assieme al cane sono stati scortati dai soccorritori. A valle erano presenti anche i vigili del fuoco e altri tre soccorritori del soccorso alpino pronti a dare eventuale rinforzo alle operazioni, qualora si fosse reso necessario il trasporto lungo il sentiero. Il soccorso alpino ricorda a eventuali futuri escursionisti di percorrere quel sentiero, e anche altri, portando sempre con sé i ramponcini, anche in condizioni di scarsa neve al suolo, per la presenza di tratti ghiacciati e dunque limitare il rischio di scivolate impreviste. — fmv
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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