“Abbandonare la natura a se stessa non significa tutelarla. Invece mettere in atto interventi per la sicurezza, come stiamo facendo con i cantieri Vaia, vuol dire non solo prevenire eventuali rischi per le persone e le attività produttive, ma anche difendere veramente il territorio e il suo ambiente. Basti pensare allo sghiaiamento del lago di Barcis, un’opera di prevenzione che non si faceva da oltre trent’anni, con le conseguenze che si sono viste dopo gli eventi atmosferici del 2018”. Lo ha detto a Barcis il governatore Massimiliano Fedriga nel corso del sopralluogo ai
cantieri Vaia di Barcis, Claut e Cimolais, accompagnato dal Vicegovernatore con delega
alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, e dagli Assessori Fabio Scoccimarro (Difesa
dell’ambiente) e Graziano Pizzimenti (Infrastrutture e Territorio).
Come ha evidenziato Fedriga, ricordando la rapidità d’intervento della Regione con 160
milioni di lavori avviati nei primi sei mesi dopo l’alluvione, “possiamo affermare con orgoglio
che si tratta di interventi eseguiti in poco tempo e fatti bene”. Da parte sua il Vicegovernatore ha sottolineato come, dopo il periodo emergenziale nel quale i lavori hanno subito un inevitabile rallentamento, adesso si completa l’opera di consolidamento, di manutenzione straordinaria e di sicurezza. “Abbiamo aperto 600 cantieri – ha affermato e adesso torniamo ad accelerare, considerando che questo rappresenta una significativa opportunità di rilancio per il tessuto imprenditoriale regionale”. Fondamentale, nella fase della progettazione delle opere, il lavoro dei tecnici del Parco, che si sono affiancati ai Comuni colpiti fornendo loro la consulenza per poter agire con la massima tempestività e procedere con una celere
bonifica e ripristino delle aree devastate dal maltempo.
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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