a mercoledì (giorno in cui è stata completata l’ultima consegna) i sindaci del Friuli Venezia Giulia hanno a disposizione nei magazzini dei municipi 2 milioni di mascherine. Saranno i primi cittadini a decidere cosa farne, se optare per una nuova distribuzione casa per casa o destinarle a categorie specifiche. «La nuova fornitura di dispositivi di protezione individuale distribuita nelle scorse ore dalla Protezione civile regionale – fa sapere il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi – arriva in parte dalla gestione commissariale nazionale e in parte dalla Snam». La società lombarda di stoccaggio del metano ha messo a disposizione delle Regioni milioni di mascherine filtranti Kn 95 (equiparabili alle Ffp2) a prezzo vantaggioso: la Protezione civile del Fvg ne ha acquistate 87.500, ora in mano ai Comuni. Gran parte delle mascherine che si troveranno in “casa” i primi cittadini sono di tipo montrasio usa e getta, in tessuto non tessuto doppio strato, definite in gergo “facciale unico”: si tratta di quelle che al posto degli elastici hanno due fessure per essere agganciate alle orecchie. Quelle, per intenderci, criticate aspramente a inizio emergenza dall’assessore regionale alla Sanità della Lombardia, Giulio Gallera, che in conferenza stampa – adirato per il materiale consegnato dalla struttura commissariale governata da Domenico Arcuri – definì senza giri di parole le mascherine «un fazzoletto, un foglio di carta igienica, di Scottex». Dispositivi che confezionati in fibra di ryon e fibra sintetica, promettono – secondo il produttore – di filtrare il 98 per cento dei batteri. al Comune di Cimolais sono state consegnate 800 mascherine di comunità; 100 filtranti e 50 chidurgiche. (f:MV)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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