In queste ore è iniziata la distribuzione ai cittadini del Friuli Venezia Giulia delle mascherine prodotte da alcune aziende del territorio. A darne notizia sono il governatore Massimiliano Fedriga e il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi. Le prime mascherine sono state distribuite in due comuni: Socchieve in Carnia e San Martino al Tagliamento nel Pordenonese. Quest’ultimo centro ha registrato 16 positivi da Covid-19 su mille residenti. Sono una decina le imprese del Friuli Venezia Giulia che hanno risposto al bando pubblico della Regione e si sono attivate per produrre mascherine per la popolazione. Da domani la produzione sarà di 20 mila dispositivi al giorno. Dato che potrebbe aumentare in caso di nuove adesioni da parte delle aziende regionali. Ogni persona avrà a disposizione due mascherine lavabili fino a 20 volte e quindi riutilizzabili per 40 giorni. Questi dispositivi, realizzati con materiale non tossico, hanno un grado di filtrazione di 5 micron per contenere le particelle salivali e ridurre la diffusione del contagio da coronavirus. Nei prossimi giorni la Protezione civile contatterà i singoli comuni che provvederanno autonomamente e secondo le modalità più efficaci in ogni zona a consegnare le mascherine ai loro cittadini. In via prioritaria saranno coperte quelle aree dove l’epidemia si è mostrata particolarmente aggressiva. L’obiettivo auspicato dalla Regione è quello di raggiungere la totalità delle persone. Questo sarà possibile nel caso si riuscisse ad aumentare la produzione giornaliera dei dispositivi di protezione. ARC/RT/gg
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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