Dopo anni di polemiche per le continue esondazioni del torrente Varma sull’ex statale 251, a Barcis si è brindato al primo concreto passo avanti del progetto di sghiaiamento: venerdì mattina, il sindaco Claudio Traina e la polizia locale dell’Uti di Maniago hanno infatti firmato l’ordinanza di chiusura parziale al traffico della strada del lungolago. L’impresa Ici di Ronchi dei Legionari ha chiesto di poter disporre liberamente della carreggiata che corre sulla riva destra del bacino: da mercoledì 5 febbraio al 30 giugno la strada sarà quindi occupata dal cantiere per la costruzione delle spallette del nuovo ponte. Una volta completato, il manufatto permetterà di bypassare la diga, la cui struttura non avrebbe retto al peso di migliaia di camion di inerti. La destralago sarà transitabile, salvo ulteriori divieti, soltanto nelle ore notturne, mentre dalle 8 alle 17 non potrà essere impiegata per alcun motivo, neppure dai frontisti. Per consentire l’inizio dei lavori da parte della società goriziana, in queste ore sono state smassate decine di migliaia di metri cubi di inerti. Le zone interessate si spingono sino alla confluenza tra il Cellina e il Varma. Il materiale è stato accumulato in altri angoli del greto o portato più a monte, nei depositi di Claut e Cimolais. L’assessore regionale Fabio Scoccimarro ha ipotizzato un riutilizzo in loco di almeno 60 mila metri cubi di pietrame. (f Mv)
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La bolp de Meneghe
Sti dis passes, quan che al bosc al ara dut ros, a me a vegnu in ment una fantonia che la contava la me mo Pina; chela de al bolp de Meneghe; liei – la me mo – la conoseva begn Meneghe parce che chi de Nicol i aveva tagn pres e bosch a Meneghe, che a chel temp Meneghe al ara dut dei Thimolians e sol daspuò a le stè vendu a chi de Penei. La fandonia la parla de Svalt de Penei che all’ara dhu a legne a Meneghe, proprio quanche i arboi i dheventrava ros; sta dhe fato che quanche al tornava dola che al aveva lasè al rosac al no lo sciatava mei al toc de la polenta e del formai, che all’ara al so mangè de mesdì. Calche dhun ai robava ogni dì al mangè; passa un dì , passa doi , passa trè, a no in podheva pì. Al se aveva agn sciupè par vethe chi che al ara che ai robava al mangè ma al no l’ara rivè a capì ce che a sothedheva; al terth dì ai sbrisa al vuoi in tal cogol de le fuoie rosse che all’aveva ingr continua su https://cimolais.it/fandonie/ WebCam
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