Chiese

Chiese

Da visitare la Chiesa Parrocchiale con altari lignei del ’600 e pale dipinte da allievi minori del “Pordenone”; interessante l’ex-voto “incendio del paese”, fra i più belli del Friuli occidentale.

Le chiese delle “Crosite“, di San Floriano, di San Bellino, di S.Osvaldo e la moltitudine di capitelli diffusi sul territorio testimoniano storia e tradizioni che risalgono alla notte dei tempi (interessante a riguardo la pubblicazione della IV Comunità Montana).

Da vedere anche la Chiesetta Alpina, dal cui colle si gode una bella vista del Paese e della Piana di Pinedo: la chiesetta fu costruita da tutti gli abitanti del paese, compresi donne e bambini, in scioglimento di un voto fatto alla Vergine Maria, a cui si rivolsero le loro preghiere quando i tedeschi minacciarono di bruciare l’intero paese; all’interno si può ammirare una riproduzione della grotta di Lourdes.

Chiesa di Floriano
Come raggiungerla:
seguire la statale 251, sino ad arrivare in frazione San Floriano di Cimolais, al bivio della strada che porta in località Poidi-Penei.

La chiesa detta anche di San Frean, si trova sulla sponda est del torrente Cimoliana, e dà il nome all’omonima frazione di Cimolais.
C’è da dire che il culto del Santo trova giustificazione dal fatto che in queste valli gli incendi erano frequenti e disastrosi. Sino al 1931, infatti, molte case avevano i tetti in scandole o in paglia ed accanto ad esse si trovavano stalle e fienili. Quando scoppiava un incendio la popolazione veniva allarmata con il suono della sciampana medhana o sciampana del fouc. L’edificio è una tipica chiesa campestre, succursale della pieve di Cimolais. L’epoca di costruzione risale alla metà del Seicento, forse su un nucleo edilizio anteriore. Essa venne rimaneggiata radicalmente nella prima metà del XIX secolo e restaurata nel 1982. All’esterno, a ridosso dei due muri laterali, vi sono due piccoli portici a tetto spiovente. Sotto il portico della parete rivolta verso il paese, si apre una nicchia, affrescata nel XVII secolo, che rappresenta San Floriano sullo sfondo di un paesaggio rurale.
Nel presbiterio vi è un altare in legno del XVII secolo. la pala in esso contenuta non è quella originale. Il dipinto, eseguito in questo secolo, rappresenta San Floriano nell’atto di spegnere il fuoco con l’ampolla e San Eramcora, Vescovo, rivolto verso la Madonna. la tela, in avanzato stato di degrado, è interessante perché ai piedi del Santo riproduce il paesaggio locale con la chiesa in una fase precedente a quella attuale.
L’altare minore posto nella cappella di sinistra risale al XVII secolo. La paka in esso contenuta, opera di E. manfrin, raffigura san Ermacora Vescovo rivolto verso la madonna della misericordia, e San Fortunato. Questi Santi sono un esplicito richiamo all’antica appartenenza di Cimolais alla diocesi di Udine.
L’altare minore posto nella cappella di destra è un’opera del XVIII secolo. La pala, restaurata da Modolo, raffigura Santa Apollonia al centro con san Sebastiano e San Valentino rivolti verso la Trinità. Sullo sfondo si vede un lago che richiama quello che c’era in fondo alla Val Cimoliana, in località Meluzzo.
I banchi disposti in doppia fila lungo la navata, provengono dalla chiesa parrocchiale. quelli di testa sono interessati perché provvisti di due fori che un tempo dovevano sostenere le lanterne per l’illuminazione.
Alla chiesa di San Floriano gli abitanti di Cimolais si recavano in processione la sera del venerdì santo. Ora si celebra la Santa Messa in onore di Santa Apolllonia (9 febbraio), san Valentino (14 febbraio), san Floriano (4 maggio), san Sebastiano (20 gennaio) e dei Santi Ermacora e Fortunato (12 luglio).

Info Parrocchia Santa Maria Maggiore tel. 0427-87021

Chiesa di Sant’Osvaldo
Come raggiungerla:
seguire la statale 251, sino ad arrivare in località passo Sant’Osvaldo a Cimolais.

La chiesa detta anche di San Svalt sorge su un’antichissima frana caduta in fronte al Monte Cornetto.
La costruzione così come ora la vediamo fu edificata nel dopoguerra su un nucleo edilizio anteriore. La chiesa con il tetto a capanna si trova una posizione sopraelevata rispetto alla strada. Ad essa vi si accede attraverso una ripida scalinata che conduce al portico. Quest’ultimo è il prosieguo del tetto dell’aula ed è sostenuto ai lati da una coppia di pesanti pilastri. L’altare maggiore in muratura impreziosito da una pala dipinta nel 1968 da Giuseppe Madola. L’opera raffigura San Pietro nell’atto di rivolgersi verso i fedeli e Sant’Osvaldo, re di Ungheria (erroneamente dipinto con la mitra vescovile) che si rivolge verso Cristo posto in alto. Lo sfondo riproduce il paesaggio del luogo.
Il 29 giugno, in occasione dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, si usa tuttora celebrare la Santa Messa.

Info Parrocchia Santa Maria Maggiore tel. 0427-87021

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